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Luci blu, musica da fiaba, vestiti eccentrici, ecco che comincia la 73esima edizione del Festival di Sanremo.
Si alza il sipario, le luci si infrangono sulla giacca di paillettes di Amadeus, per la 4 volta conduttore all’Ariston. Subito accanto a lui appare il co-conduttore Gianni Morandi, ed entrambi, dopo aver sceso le scale del palco più famoso d’Italia, ci accolgono con un sorriso a 32 denti, accompagnati dall’unico pubblico che si rispetti, quello rumoroso.
 
Dopo un breve momento di silenzio per le vittime del terremoto in Siria e Turchia, viene introdotto per la prima volta al Festival di Sanremo, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

 Come già annunciato in conferenza stampa. Quest’ultimo è stato accolto da un applauso, mai troppo lungo, per una delle figure più amate del nostro paese. Quasi imbarazzato, con un sorriso furbo ma rassicurante, il Presidente ricambia il saluto e insieme al Gianni Morandi, il pubblico e Amadeus canta l’Inno di Mameli, accompagnato da sua figlia, Laura Mattarella.
Ma se questa è una serata in cui si celebra il festival della musica, è anche vero che questo è l’anno in cui si celebra il 75esimo anniversario della nostra costituzione.

E chi meglio di Roberto Benigni poteva introdurla a tutti?

Benigni comincia col ricordarci le origini del festival: l’idea di Amilcare Rambaldi, un fioraio che per rilanciare il commercio della sua città indisse il primo concorso di musica.
Parla poi di musica, di musicalità, di costituzione, di guerra, di arte.
Concludendo con l’immagine di un sogno che solo noi possiamo rendere realtà.

Ed è proprio tra il sogno e la realtà che scende le scale la figura più attesa della serata: Chiara Ferragni.

L’imprenditrice di moda scende le scale senza guardare a terra, come se avesse sceso quelle scale milioni di volte nella sua mente, permettendole così di guardare direttamente al suo obiettivo: il pubblico.
Le telecamere hanno ripreso il suo sorriso e il suo vestito, chiamato dalla stessa “il vestito manifesto”.
Infatti Ferragni ha deciso di portare al Festival di Sanremo un messaggio sociale attraverso la moda.
Troviamo quindi dietro l’abito di corolla di seta nero, una stola con su scritto “pensati libera” citazione di un’opera di Claire Fontaine. Un invito a tutte le donne per uscire dalle regole che impone loro la società.
Scelta molto discussa dai social da una parte, e idolatrata dall’altra.
Ma d’altronde, essendo il suo campo da gioco, sappiamo che le carte che ha deciso di giocarsi sono di certo ben studiate.
Molto sorridente ed estremamente a suo agio Ferragni quindi dà subito l’impressione di avere le idee ben chiare, ma non solo, dimostra anche di saperle condividere attraverso un mezzo per lei ancora inesplorato.

Dopo i vincitori dell’anno scorso poi sul palco arriva Elena Sofia Ricci che dà l’addio a Suor Angela dopo dieci anni e dà il benvenuto a Teresa Battaglia: una profiler che va a caccia di un killer, una sfida che ha messo in crisi la stessa attrice, ma che di sicuro, non mette in crisi i telespettatori. Sono infatti tutti entusiasti di poter vedere in un nuovo ruolo una delle attrici di fiction più amate dal pubblico Rai.

Si passa poi a momenti di estrema leggerezza:
Cominciando con le “canzoni brutte” di Gianni Morandi, che porta dei suoi pezzi sul palco del Festival di Sanremo con una chitarra, facendole ascoltare sia ad Amadeus che al pubblico, come una vecchia riunione di famiglia dove si ricordano le brutte figure fatte insieme. Questo a dimostrare per l’ennesima volta che la musica non è di chi la fa, ma di chi l’ascolta, persino quando brutta.
Arriva poi il collegamento con il rapper Salmo in Costa Smeralda, che canta 2 delle sue più famose hit “Russel Crowe” e “90 minuti” in un’ambientazione che stona terribilmente con l’atmosfera dell’Ariston, ma che a quanto pare, fa il suo sporco lavoro.
Quest’aria viene subito risucchiata però dall’esibizione di Piero Pelù che canta “gigante”.

Arriva poi un momento malinconico, di ricordo e di nostalgia:

Infatti uno dei momenti più attesi del Festival di Sanremo era la reunion dei Pooh, che dopo l’addio del 2016 tornano all’Ariston anche per omaggiare Stefano D’orazio, batterista della band scomparso a causa del covid nel 2020.
Gli amatissimi musicisti ripercorrono la loro carriera artistica, facendo commuovere anche Amadeus e ricevendo una standing ovation.

Ritorna poi Chiara Ferragni con il secondo abito della serata: il “vestito senza vergogna”.

Attraverso la riproduzione della sua nudità, vuole dimostrare come non debba essere più vista come una debolezza, ma come una forza. Lanciando un messaggio di self-confidence.
Nessuno si dovrebbe sentire giudicato per il suo corpo, né nel mostrarlo come preferisce, e soprattutto senza dover per questo subire abusi e violenze.
Dopo questo messaggio, intuibile visivamente, arriva quello che invece bisogna ascoltare.
Ferragni infatti sale sul palco e legge una lettera a se stessa,  parlandosi a quando era piccola.
Affronta le sue debolezze, i suoi traguardi, parla della sua famiglia, dei suoi figli e di suo marito.
Ma anche dell’essere donna, e di come questo non sia vissuto come un limite, ma come una lotta per cambiare le cose. Conclude il discorso poi guardando nella telecamera e piangendo: “sono fiera di te” sono le ultime parole che si rivolge.

Ma arriviamo adesso al casus belli della serata: Blanco.

Inutile raccontare cosa sia successo, ma ripetiamolo per chi ancora non ci crede.
A causa di un problema tecnico sollecitato diverse volte dall’artista (senza ricevere risposta), quest’ultimo ha cominciato a distruggere la scenografia di fiori rossi che lo circondava, riempiendola di calci. Fortunatamente Amadeus intervenendo, ha involontariamente sdrammatizzato la situazione cominciando a confondere i nomi degli artisti. Contemporaneamente il pubblico è entrato in visibilio, mentre Blanco era apparentemente calmo.
Ha infatti spiegato che la sua reazione fosse mossa dalla ricerca del divertimento in una situazione di difficoltà.
“Show must go on” dicono i grandi dello spettacolo. Intanto Morandi tra un chiacchiera e l’altra, comincia a spazzare(…)

Subito dopo questo dramma però, c’è l’intervento di Fiorello che arrivato in soccorso di Amadeus lo aiuta ad introdurre l’indiscussa protagonista della serata:

La terza uscita di Chiara Ferragni è caratterizzata da “l’abito contro l’odio”.

Scende le scale sulle note di “sei bellissima” accompagnata da quest’abito bianco, sul quale si possono leggere delle scritte in nero. Alcune riguardanti il suo aspetto, altre il suo corpo e la sua libertà.
Frasi come “quant’è secca” oppure “ma sei mamma escort?”
La libertà di genere è il messaggio principlae che la Ferragni ha voluto portare sul palco del Festival di Sanremo, ma questa volta però non è sola.
Ad accompagnarla ci sono la presidente dell’associazione D.i.Re Antonella Veltro e altre 3 attiviste.
Insieme queste donne spiegano e promuovono la rete nazionale antiviolenza, ed è proprio a questa associazione che la Ferragni ha devoluto il suo cachet, come già dichiarato sui suoi social.

L’ultimo abito è come quello una bambola senza veli, come simbolo della lotta al patriarcato, tutto oro.
L’imprenditrice digitale aiuta in questa scena Amadeus, costringendo quest’ultimo a farsi un selfie.
Lo aiuta così a superare il suo tallone d’achille, creandogli anche un nuovo profilo instagram: @amadeusonoio.
Un profilo che in meno di 24 ore conta già 703mila followers.
Il festival si è chiuso poi con i 3 conduttori, seduti sulle scale.
Si parla di musica e del maestro Lucio Battisti, mentre tutti cantano sulle note di “canto libero”.

E dopo un veloce giro nei camerini in doppia diretta, sia Instagram che televisiva (ebbene sì, Amadeus ci ha subito preso la mano) si arriva alla classifica provvisoria della prima serata.
Ma non c’è neanche tempo per le solite polemiche, che sbuca subito Fiorello, che come al solito, non la manda a dire a nessuno.
Nel suo mirino Blanco e il direttore del Festival.
L’ultima scena è un bacio tra i 3 presentatori che ci lasciano ad una prima serata di un festival, che nel bene e nel male, non si smentisce mai.