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FIR rinnova il proprio impegno contro la violenza di genere invitando tutti gli appassionati e gli atleti presenti sui campi di tutta Italia a celebrare un minuto di applausi nel fine settimana del 25 e 26 novembre per la giornata internazionale della violenza contro le donne, prima dei calci d’inizio di tutti i match in calendario. Nell’invitare tutto il movimento a partecipare al minuto di applausi la Federazione Italiana Rugby intende dare seguito al recente appello a generare rumore quale segno di attenzione rivolto sui social media da parte della famiglia di Giulia Cecchetin a seguito del brutale omicidio della giovane studentessa veneta.

FIR in collaborazione con il proprio partner etico Terre des Hommes è impegnata da anni nel promuovere una cultura di inclusione e di parità nel rugby e nella società italiana e partecipa annualmente alla redazione del dossier InDifesa, volto a garantire alle bambine di tutto il mondo istruzione, salute, protezione da violenza, discriminazioni e abusi. In generale l’organo di governo del Rugby italiano mira a sviluppare all’interno del movimento e non solo consapevolezza e cultura sulla diversità di genere e sull’inclusione, in coerenza con gli obiettivi dell’Agenda 2030 che la Federazione Rugby persegue attraverso la macroprogettualità “Mondo Ovale Responsabile”.  

FIR, il 25 novembre un minuto di applausi su tutti i campi

Il Presidente federale Marzio Innocenti:  “Oggi piangiamo Giulia come una figlia, una sorella, un’amica, una madre di tutti noi. Lei per tutte le figlie, le sorelle, le amiche, le madri a cui abbiamo detto addio per mano di uomini persi, distrutti dalla loro inadeguatezza e capaci, per affermare la loro esistenza,  solo di uccidere ed usare violenza.Noi facciamo una cosa semplice ed allegra, lo sport, ma attraverso il rugby la nostra missione è di educare i ragazzi ad affrontare le loro paure e la loro debolezza, per vincerle ed affermare sempre il dominio della vita sulla cultura della morte e della sopraffazione.  Solo così possiamo essere degni di ricordare Giulia e le figlie, amiche, sorelle, madri che la violenza maschile ha portato via”.

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