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Il fisco torna ad esaminare nuovamente le abilità di spesa dei contribuenti per determinare i loro redditi, esaminando le spese relative all’auto, alla casa, alle utenze e alla proprietà di barche. Potrebbe essere utilizzato il redditometro, uno strumento che aiuta il fisco a calcolare il reddito presunto dei contribuenti individuali.
Il redditometro, sospeso nel 2018, ora è stato riattivato per i redditi del 2016 grazie a un decreto firmato dal vice ministro all’Economia, Maurizio Leo, e pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Tuttavia, Forza Italia ha deciso di non sostenere questa misura, poiché il partito ha sempre disapprovato il redditometro. Allo stesso modo, anche la Lega ha espresso dubbi sulla proposta, poiché il centrodestra ha sempre criticato questi strumenti. I dirigenti di entrambi i partiti stanno verificando cosa sia successo con il Governo e cercano di capire il motivo di questa misura, che sembra in conflitto con il provvedimento del concordato preventivo contenuto nella delega fiscale.

LE PAROLE DEL VICEMINISTRO LEO

Il centrodestra non ha mai approvato il “redditometro”, creato dal governo Renzi nel 2015. Il viceministro Leo ha spiegato che il recente decreto ministeriale pubblicato in Gazzetta limita il potere discrezionale dell’amministrazione finanziaria nell’attuazione dell’accertamento sintetico. Questo significa che il fisco non può più contestare al contribuente incongruenze fra acquisti, tenore di vita e reddito dichiarato senza dei paletti precisi a garanzia del contribuente. Questo potere era previsto fin dal 1973 dall’ordinamento tributario. Il decreto ministeriale nasce per correggere una stortura che era stata creata nel 2018 dal governo Conte 1, quando aveva abolito il D.M. 16 settembre 2015 del governo Renzi, il cosiddetto “redditometro”. Il governo Conte 1 aveva stabilito che si dovesse emanare un nuovo decreto con dei paletti precisi a garanzia del contribuente, in modo da limitare al minimo il contenuto induttivo dell’accertamento e privilegiando sempre il dato puntuale a garanzia del contribuente. Purtroppo, non c’è mai stata un’emanazione del decreto, creando così un vuoto nei limiti all’azione dell’amministrazione finanziaria nell’applicazione dell’accertamento sintetico. In questo modo, si introduce un meccanismo di redditometro permanente e senza alcuna limitazione che non favorisce il contribuente.
“Non c’è alcun ritorno al vecchio redditometro ma solo più garanzie per i contribuenti. In più, il centrodestra conferma l’impegno per combattere i grandi evasori fiscali, in un contesto di totale rispetto dei diritti dei contribuenti“, spiega infine Leo.