• Tempo di Lettura:4Minuti

La guerra in Medio Oriente sta catalizzando l’attenzione rispetto al conflitto in Ucraina che continua con efferata drammaticità.

L’inverno gela il fronte di guerra

Attualmente sul terreno si è in una situazione di stallo, lo ha ammesso anche il presidente Zelensky (in foto) in una recente intervista.

Da maggio 2023, quando i russi con la Wagner conquistarono dopo mesi la città di Bakmut, le posizioni sul terreno sono pressoché immutate. Da allora sono poche le porzioni di territorio passate dal controllo dell’uno all’altro. La controffensiva di Kiev non è decollata, è un dato di fatto. I russi non hanno ripreso l’iniziativa su larga scala, tuttavia occupano circa il 26% del territorio ucraino.

Il rigido inverno dell’est ha contribuito a far ridurre gran parte degli scontri diretti tra truppe meccanizzate e corazzate. Abbondano gli attacchi reciproci con droni e missili a medio e lungo raggio. I primi sono la vera novità di questa guerra. Un particolare tipo di questi velivoli trova anche un larghissimo impiego nelle azioni di contatto e sostituiscono in parte gli scontri convenzionali delle truppe a terra.

Nei cieli della lunga linea del fronte, circa 800 Km, c’è un ronzio incessante. È il brulicare, come in un vespaio, dei piccoli droni ucraini e russi; guidati da remoto osservano, rincorrono e colpiscono. Si muovono velocemente in spazi brevi e sono di difficile individuazione. La loro combinazione tattica risulta molto efficace e sono diventati una parte essenziale della guerra al fronte.

Gli ucraini hanno mostrato abilità ed efficacia nel loro impiego e all’inizio hanno sorpreso i russi. I droni ucraini hanno rappresentato un punto debole per la difesa russa sul fronte ma sembra che Mosca stia prendendo le contromisure e starebbe riguadagnando il vantaggio perso.

Attacchi in profondità

Alcuni droni d’attacco, come fanno i missili, vanno a colpire obiettivi in profondità oltre la linea del fronte. Sull’Ucraina i russi dall’inizio della guerra li lanciano entrambi. Le infrastrutture strategiche, e non solo, vengono prese di mira e questo fa aumentare anche il numero di vittime civili. La Russia dall’inizio di quest’anno ha notevolmente aumentato l’ondata di attacchi indiscriminati. E gli ultimi in ordine di tempo, anche su Kiev, farebbero pensare a nuove tattiche di impiego “imprevedibili e violente”.

L’Ucraina non sta a guardare e risponde come può con gli stessi mezzi, anche sul suolo russo. Ad est le regioni più colpite della Federazione Russa sono quelle di Belgorod, Bryansk, Kaluga e Tula. Nel sud sono la Crimea, occupata illegalmente dal 2014, e il Mar Nero ad essere sotto tiro.

Droni e missili, specie i primi, lanciati sulle infrastrutture a terra e sulle componenti marittime della flotta russa, hanno dato ottimi risultati; oltre a tenere le navi russe lontane dalle rotte dei mercantili che trasportano grano gli hanno anche ridotto le capacità di lanciare missili dal mare (off Shore) sulla terra ferma.

Aiutare l’Ucraina

Tutto ciò che sta facendo l’Ucraina non la mette al riparo dalle minacce. La resilienza non basta.

La Russia continua ad essere potente ed è orientata alla guerra. Ha notevolmente aumentato il budget per le spese militari portandole al doppio di quelle ante conflitto ed ha mobilitato l’industria di difesa verso una massiccia produzione bellica. Le sanzioni internazionali non hanno sortito l’effetto previsto, vengono aggirate con astuzia.

L’Ucraina per incrementare le capacità militari e produttive sta compiendo grossi sforzi ma non è in grado di andare oltre certi limiti. Per continuare ad affrontare la robusta macchina militare russa ha bisogno di supporto. Innanzitutto necessita di uno scudo aereo capace di coprire dal fronte alle retrovie; poi ha bisogno di munizioni, apparati tecnici all’avanguardia e sistemi d’arma efficaci.

I proietti di artiglieria promessi dall’Europa, 1.000.000 per il 2024, non raggiungeranno i numeri previsti, forse lo saranno per il 2025.

Kiev oltre a combattere deve anche mandare avanti la macchina statale. I 50 miliardi di euro approvati da Bruxelles serviranno a dargli un po’ di stabilità economica e finanziaria per i prossimi quattro anni. Intanto aspetta con fiducia la disponibilità dei fondi1 USA che per ora languiscono al Congresso per l’opposizione dei repubblicani.

Seguiteci su https://www.facebook.com/persemprenews, https://twitter.com/home


  1. Sarebbero circa 60 miliardi di dollari (MLD$) che per la maggior parte verrebbero spesi presso le industrie e le Forze Armate USA: 19,85 MLD$ in rifornimento armi ed equipaggiamenti dalle scorte del Dipartimento della Difesa USA; 13,8 MLD$ per l’acquisto armi e munizioni da produttori statunitensi; 14,8 MLD$ per sostegno all’Ucraina attraverso l’addestramento militare ed altri supporti; 7,85 MLD$ destinati al bilancio del governo ucraino; 1,58 MLD$ per l’economia del paese. (fonte: Emergency National Security Supplemental Appropriations Act, 2024)   ↩︎