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L’eliminazione agli Ottavi di Lazio, Napoli e Inter rappresenta uno dei momenti più deludenti per il campionato italiano. Un vero e proprio ceffone ricevuto in piena faccia dalle “big” (o presunte tali…) della Serie A. Che già aveva dovuto registrare il mancato accesso del Milan alla fase maggiormente stimolante della Champions: quella del doppio scontro, andata e ritorno, dove alla fine ne resta in piedi soltanto una.

E pensare che solamente l’anno passato avevamo qualificato ben tre squadre ai Quarti. Nel giro di pochi mesi, dunque, l’italico pallone si ritrova ai margini dell’Europa che conta, veicolando in tifosi e addetti ai lavori uno sgradevole senso di incompiutezza. Azzerando, di fatto, l’idea che (forse immeritatamente…) in troppi si erano fatti la scorsa stagione: che la Serie A fosse tornata ad essere la regina tra le Fab Five. Ovvero, le cinque principali Leghe del Vecchio Continente.

Tre eliminazioni diverse

Anche i nerazzurri abbandonano anzitempo la competizione, buttati fuori dall’Atletico Madrid: El Cholo non l’ha dovuta mettere nemmeno sul piano dell’agonismo feroce, esasperando il tradizionale modo di approcciarsi alle partite dei suoi uomini. Al contrario, i Colchoneros hanno cancellato attraverso un gioco qualitativo la capolista della Serie A. Tenuta in vita esclusivamente dalle parate di Sommer. Sulla carta la squadra di Simone Inzaghi era la nostra rappresentante più accredita a giocarsela fino in fondo. Non fosse altro che sta dominando all’interno dei confini nazionali, cannibalizzando letteralmente il campionato. Oltre ad aver giocato l’ultima finale della Coppa dalle Grandi Orecchie.

Altresì prevedibile l’eliminazione della Lazio per mano del Bayern Monaco: troppo superiore il divario tecnico con i bavaresi, per immaginare di nutrire una benchè minima speranza. E chissà che proprio l’onda lunga della delusione non abbia dato il colpo definitivo al rapporto tra Maurizio Sarri e lo spogliatoio biancoceleste

Le dolenti note vengono anche dal Napoli. In tanti, all’ombra del Vesuvio, si erano illusi che il Barcellona – in crisi soltanto sulla carta -, potesse rappresentare l’occasione giusta per suonare la sveglia ad un gruppo intristito da una gestione post scudetto decisamente fallimentare. Forse i catalani hanno stimolato l’orgoglio nei ragazzi di Calzona. Nondimeno, al netto di qualche decisione arbitrale rivedibile nella gara del Montjuïc, gli azzurri hanno subìto l’iperaggressività del Barça, andando fatalmente in confusione. Specialmente nei due minuti che hanno segnato il doppio vantaggio dei padroni di casa. A questo punto diventa assai complicato salvare una stagione contraddittoria e priva di certezze come quella condotta finora dai Campioni d’Italia, esclusi pure dal Mondiale per Club 2025.

Salvare il Ranking Uefa

Insomma, le italiane hanno svolto un ruolo marginale in questo turno eliminatorio, comportandosi più da comprimari, che da protagoniste.

Ora affinché l’Italia, a quota 16.571 punti nel Ranking Uefa, preservi la testa della classifica, davanti a Germania (15.928 punti) e Inghilterra – che si trova a 15.000 punti ma ha ancora in corsa ben sei squadre -, bisognerà fare affidamento su chi è rimasto in lizza: Milan, Roma e Atalanta in Europa League, Fiorentina in Conference League. Spetta a loro ottenere i punti che poi ci consentano di mantenere intatte le distanze da una concorrenza agguerrita e qualificata. Solo così potremo conquistare il diritto alle cinque squadre nella prossima Champions.

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