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di Corinne Bove

Al Teatro Bellini il coreografo e regista belga Wim Vandekeybus con “Hands do not touch your precious me”. Spettacolo incentrato sulla figura mitologica della dea sumera Inanna. Divinità che incarna simbolicamente con la discesa negli inferi la transizione dalla morte alla rinascita. Dalla oscurità alla conoscenza. Vandekeybus riesce abilmente a rappresentare gli elementi antitetici con un’accurato impianto scenografico. La performance dell’artista scultore Olivier de Sagazan, presente in scena per tutta la durata dello spettacolo, rappresenta la trasformazione. Seduto a latere del palco lavora l’argilla fino a comporre sculture umane, al contempo, l’umanità si realizza nella dinamicità dei movimenti sincronici perfettamente eseguiti dal corpo di ballo sulle musiche di Charo Calvo.
Lo stile di Vandekeybus si contraddistingue per la cura artistica, per la scelta di musiche che raccontano “momenti emotivi”avvalorati da coreografie scattanti, sensuali e liberatorie. La scelta di video-dirette sul palco non è nuova negli spettacoli del regista belga. L’uso della telecamera in scena, però, conferisce originalità al lavoro tra un tempo che rimbalza tra il futuro e il passato. E l’intenzione di immortalare dei momenti nel continuo scorrere della vita tra curiosità e coraggio. Tra modernità e antiche origini. Le scene sono avvolte da mistero e suggestione, interessante invece è la coralità del ballo che trasferisce energia e determinazione a un repertorio riccamente complesso.