Momenti di terrore per 11 infermiere in un villaggio del nord del Guatemala: rapite e picchiate per sette ore da un gruppo di no-vax inferociti. La notizia è riportata dalla Bbc. Pronta la replica del presidente del Sindacato infermieri Antonio De Palma.

De Palma

“Ci colpisce al cuore e ci indigna la notizia delle 11 infermiere del lontano Guatemala. Impegnate nel delicato compito quotidiano delle somministrazioni anti-covid, in condizioni estremamente difficili. In un piccolo villaggio, sequestrate per ore da una banda di delinquenti, che si sono qualificati come No Vax. Di fronte ad accadimenti come questo, non conta se il nostro lavoro si svolge in una grande capitale di un continente civilizzato o all’interno di un villaggio di poche anime. Dove essere infermiere vuol dire anche svolgere il proprio compito ai limiti della sopravvivenza umana. In assenza di qualunque condizione di sicurezza e con pochi mezzi a disposizione”.

La richiesta all’Oms

“Non possiamo non rimanere disgustati di fronte a vicende come questa, dove il duro compito di un infermiere, che mette a repentaglio la propria vita, in Paesi dove le condizioni sanitarie sono già precarie, viene ulteriormente messo a repentaglio da azioni criminose. In paesi come il Guatemala il tasso delle vaccinazioni è tra i più bassi dell’America Latina. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, di concerto con i Governi, faccia il possibile per garantire la sicurezza, l’incolumità, di infermieri, in questo caso donne, madri, mogli, che hanno vissuto e vivono la paura, il dramma. ‘Colpevoli’ solo di svolgere il proprio dovere, in una emergenza sanitaria che in molti Paesi dell’America Latina è alle prese con arretratezza, violenza ed ignoranza, nemici ben più agguerriti del virus”.

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