Non tarda ad arrivare la reazione degli infermieri alla proposta dell’Aran relativa alla ricostruzione dell’ordinamento. La novità riguarda un sistema di classificazione del personale del comparto sanità che prevede un raggruppamento in tre differenti ruoli: Personale infermieristico e professioni sanitarie; Personale amministrativo; Personale Socio Sanitario.

“All’apparenza sembra essere stato compiuto un passo in avanti decisivo rispetto all’immobilismo delle settimane precedenti. E’ pur vero che l’Aran dimostra di voler accogliere “il ruolo contrattuale” destinato al personale infermieristico e sanitario, ma a noi non basta.”

Solo un mese fa, Nursing Up ha denunciato la proposta avanzata dall’Aran, che prevedeva la creazione delle tre aree contrattuali, con gli infermieri accomunati ai funzionari e altre qualifiche amministrative. Dopo aver coinvolto gli organi di stampa e sensibilizzato la politica, l’Aran ha accolto la richiesta del sindacato di creare, tra gli altri, un ruolo contrattuale dedicato alla professione infermieristica e alle altre professioni sanitarie.

La nuova bozza dell’Aran

Secondo quanto riporta la bozza di ordinamento contrattuale, i professionisti appartenenti al medesimo ruolo dovrebbero avere uno specifico percorso di carriera nell’ambito di un sistema di classificazione, composto da 5 aree, nelle quali sarà collocato il personale che transiterà dalle attuali categorie verso i rispettivi ruoli. Le cinque aree sono quelle degli Operatori ausiliari; degli operatori; degli assistenti; dei professionisti della Salute e dei funzionari; del personale di elevata qualificazione. Dunque, gli infermieri e ale altre professioni sanitarie dovrebbero essere collocati nell’area dei professionisti della salute e dei funzionari.                                                                                                                                                                                                                          Secondo la nuova bozza, per il personale dei ruoli indicati (escluso quello di elevata qualificazione), il possesso di specifiche caratteristiche ha riflessi sul trattamento economico. Per gli infermieri ed i colleghi delle altre professioni sanitarie tale trattamento economico prevederebbe: indennità di presenza, indennità Infermieristica e di tutela del malato, indennità specifiche, eventuale incarico, eventuali differenziali, tabellare.

L’appello di Nursing Up

“Contestiamo fortemente il sistema ipotizzato in bozza, che parla di possibile avanzamento tra aree. Tale sistema creerebbe un trattamento disparitario, vessando gli infermieri e il personale sanitario, i quali non possono evolvere verso un’area superiore. Questo perché l’accesso all’area Elevata Qualificazione viene normato a parte, mentre il personale delle altre aree potrebbe tranquillamente avanzare di carriera da un’area inferiore ad una superiore. E di certo gli infermieri dall’area dei professionisti della salute non possono tornare indietro, ci mancherebbe! E allora dove consisterebbe la svolta che attendiamo da tempo?”

I dubbi avanzati dal sindacato riguardano anche la previsione, nella bozza, di un meccanismo che valorizzi l’anzianità di servizio, mediante l’attribuzione di uno specifico differenziale economico man mano che tutti i dipendentI interessati vanno avanti con gli anni di servizio. Tuttavia, la bozza limita la sua concessione ad un certo numero di dipendenti.

“Valorizzare l’esperienza significa trattare utilizzare lo stesso metro “con tutti i dipendenti” che possono dimostrare di aver lavorato con professionalità, competenza, e senza contestazioni disciplinari da parte dell’Ente.”

E ancora, Nursing Up denuncia la strumentalizzazione dell’indennità di specificità infermieristica. Infatti, nella bozza ARAN viene previsto un intero articolo dedicato all’indennità di specificità infermieristica, sostenendo che serva al riconoscimento e alla valorizzazione delle competenze. 

“L’indennità l’abbiamo ottenuta, è nostra per legge, ma arriverà solo dopo la firma del nuovo contratto! Nessuno osi, quindi, fare perno su quest’ultimo, strumentalizzando la situazione per farla apparire migliore di com’è. La valorizzazione contrattuale degli infermieri rappresenta un passaggio fondamentale per la ricostruzione della sanità italiana. Ma l’indennità infermieristica ci spetta di diritto ed è già nostra, pertanto nessuno osi metterla in ballo per farla figurare come una epocale concessione, prendendosi magari i meriti di avercela concessa!”

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