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Ci siamo, in un mese e mezzo l’Inter si gioca tutto. E con “tutto” intendiamo futuro dell’allenatore, dei giocatori e del progetto nerazzurro, fortemente dipeso dagli eventuali incassi economici. Coppa Italia, corsa al quarto posto e quarti di Champions League, o la va o la spacca insomma. In una stagione fino a qui molto discreta e soprattutto a due facce tra coppe e campionato, Simone Inzaghi è ormai finito nell’occhio del Ciclone, sempre più abbandonato a sé stesso e poco difeso dalla società. Mai una parola di Marotta o Ausilio nei momenti di difficoltà volte a salvaguardare la posizione del tecnico piacentino, il quale non disdegna ogni sacrosanta volta di ricordare tutto quello che ha vinto in questo ultimo anno e mezzo a Milano per lanciare qualche frecciatina verso chi, dall’alto, non gli sta dando una mano.

Insomma, Inzaghi si sente più di là che di qua per la prossima stagione, ma sa benissimo che un eventuale exploit europeo con una semifinale di Champions impronosticabile ad inizio stagione e la vittoria in Coppa Italia potrebbero far cambiare i piani alla dirigenza. In questo senso, è chiaro che vuole essere protetto da tutti gli attacchi che sta ricevendo da mesi per il cammino disastroso in campionato. Quando lui stesso dice “a fine stagione parlerò” fa capire che qualche sasso grosso dalla scarpa ce l’ha da tirare fuori.

DE ZERBI COME PAPABILE SOSTITUTO

Detto questo, tra i possibili sostituti di Inzaghi a fine stagione c’è la suggestione che porta a Roberto De Zerbi, che tanto di bene sta facendo al Brighton. L’ex Sassuolo è blindato con un contratto fino al 2026 ma nel suo accordo è inserita una clausola liberatoria tra gli 8 e i 10 milioni di euro. Difficilmente l’Inter potrà spendere una cifra del genere per un tecnico ma a fare la differenza sarà la volontà dello stesso De Zerbi, il quale ha già ribadito più volte il desiderio di tornare in Italia, stavolta in una big.

Un’operazione che sarebbe molto interessante per i nerazzurri, che andrebbero a mettere le mani su un allenatore giovane, con le idee di gioco chiarissime e pronto per il grande salto, sempre che la Premier non decida di risucchiarlo e tenerlo a fior di quattrini.

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