Istat, con un comunicato stampa, rende note le stime sulle famiglie italiane in povertà assoluta del 2020. I dati, come si apprende dal documento, sono suscettibili di variazioni, ma resta tutto decisamente preoccupante. Le stime saranno definitivamente disponibili tra il 9 e il 16 giugno 2021.

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I numeri della povertà assoluta in Italia

La povertà assoluta è un fattore che denota una condizione di povertà estrema, tale da rendere impossibile – o molto difficile – l’accesso ai beni e servizi primari. In Italia, afferma Istat, 2 milioni di famiglie versano in questa preoccupante condizione. Le stime preliminari offrono già di per se un quadro chiaro dell’effetto della situazione pandemica da COVID-19 nello stivale.

Nel nostro paese l’incidenza della povertà assoluta è in costante crescita (1 milione in più all’anno 2019), sia a livello familiare che individuale. Per quanto riguarda il piano familiare sono 335 mila in più le famiglie che versano in questa condizione (7,7% rispetto il 6,4% del 2019), per un totale di oltre 2 milioni di famiglie in netta difficoltà. Si attesta invece che sul piano individuale il totale di persone in estrema povertà siano 5,6 milioni (9,4% rispetto al 7,7% del 2019), oltre un milione in più rispetto all’annualità precedente.

Alcune delle categorie ad essere più colpite sono le famiglie con almeno un figlio minorenne (11,6% rispetto il 9,2 dell’anno precedente). Netto peggioramento nel nord-Italia inoltre, dove altre 218 mila famiglie hanno conosciuto questa condizione di povertà assoluta (7,6% rispetto al 5,8% del 2019); per gli individui invece un incremento di circa +2,5% rispetto al 2019 (9,4% contro 6,8%).

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Mai così da 15 anni

Il 2019 si era registrato un netto miglioramento, una ripresa lunga e dolorosa dopo la crisi finanziaria del 2008. Nello stesso indimenticabile anno non si era comunque registrata una percentuale così preoccupante. La condizione di povertà assoluta familiare, nel 2008 era di circa il 4%, mentre quella individuale del 3%. Per questo motivo, Istat asserisce in totale sicurezza e con stime alla mano, che la situazione attuale è la peggiore da 15 anni, ossia da quando è disponibile la serie storica per questo indicatore.

Qui il documento ufficiale dell’Istituto Nazionale di Statistica.

FONTE: Istat

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