Ancora pioggia di polemiche sull’utilizzo dei vaccini Astrazeneca e Johnson&Johnson per i più giovani. Dopo i nuovi casi di trombosi, la pioggia è diventata tempesta e pare ci si avvii verso lo stop. Intanto si attende il nuovo pronunciamento deI Comitato Tecnico Scientifico. Ad alimentare le polemiche gli gli open day aperti anche ai giovani e i casi di trombosi della 18enne e della 34enne di Genova in seguito ai vaccini Atrazeneca e J&J.

Silieri

Le nuove valutazioni potrebbero portare a “dei limiti di non fattibilità sotto i 30 o i 40 anni”, annuncia il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri. “Mentre una revisione non la farei sopra i 50 anni, perché il rapporto tra rischi e benefici è indubbiamente, anche con la circolazione attuale, a favore del beneficio”. Il sottosegretario alla Salute fa poi un “esempio: se noi oggi avessimo una circolazione del virus di 20 casi ogni 10mila abitanti, quindi tornando indietro di circa un mese e mezzo rispetto a oggi, il rischio di finire in terapia intensiva o di decesso per una persona tra i 20 e i 29 anni sarebbe di 7 casi ogni 100mila abitanti. Oggi, con un’incidenza dieci volte inferiore, il rischio beneficio è molto ridotto sotto i 30 anni”.

Le Regioni. A Napoli stop all’Open day

In attesa di nuove indicazioni del Cts, le regioni continuano a muoversi in ordine sparso, tra chi mantiene gli open day e chi li cancella. L’Asl Napoli 2 oggi ha revocato l’open day programmato per domani sera con Astrazeneca a tutti i residenti di oltre 18 anni, senza prenotazione. In Sicilia invece torna l’iniziativa da oggi a domenica 13 giugno per i cittadini dai 18 anni in su. Che non presentano fragilità, che potranno vaccinarsi su base volontaria senza prenotazione con AstraZeneca e Johnson & Johnson. Nel Lazio sono aperte da ieri le prenotazioni per un open week over 18 Astrazeneca. In Abruzzo, gli ‘open day’ per i vaccini contro il Covid-19, sono sempre meno, ma pare per questioni organizzative e logistiche. In Friuli Venezia Giulia, ha ricordato il presidente Massimiliano Fedriga, non sono stati organizzati ‘Astra-day’ dedicati ai giovani, e Luca Zaia, presidente del Veneto, ha rivendicato la scelta della sua regione di non somministrare più i vaccini a vettore virale sotto i 60 anni. Nelle Marche la scorsa settimana la Regione ha organizzato dei Vax Days per i maturandi ma con il vaccino Pfizer, mentre in Puglia da tempo non si fanno più prime dosi con AstraZeneca, ma solo seconde, perchè ci sono oltre 300mila richiami da fare. La Sardegna prosegue sulla strada già intrapresa: non utilizzare Astrazeneca fuori dalle fasce d’età previste.

Seguici anche su http://www.persemprecalcio.it