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Arrestati tre palestinesi a L’Aquila con l’accusa di “associazione con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico. La polizia ha proceduto col fermo in seguito all’opera di proselitismo e propaganda per l’associazione, pianificando attentati contro obiettivi civili e militari in territorio estero. L’ordinanza è stata emessa dal gip distrettuale della città abruzzese, su richiesta della procura – Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo in coordinamento con la Procura nazionale antimafia e antiterrorismo.

Cosa emerge dalle indagini

La Digos e gli investigatori del Servizio per il contrasto all’estremismo e al terrorismo internazionale della Direzione centrale della polizia di prevenzione, hanno scoperto la struttura operativa militare dal nome “Gruppo di Risposta Rapida – Brigate Tulkarem”, articolazione delle “Brigate dei Martiri di Al-Aqsa” (riconosciuta quale organizzazione terroristica dall’Unione europea). L’obiettivo che si prefissa è compiere atti di violenza con finalità terroristiche anche contro uno stato estero.Per uno degli arrestati è in corso una procedura di estradizione, su richiesta delle Autorità dello Stato di Israele, dinanzi alla Corte di Appello di L’Aquila.

Secondo l’ordinanza del gip, il gruppo composto da Anan Kamal Afif Yaeesh, Ali Saji Ribhi Irar e Mansour Doghmosh, progettava un’azione terroristica da compiersi nell’insediamento israeliano di Avnei Hefetz, in Cisgiordania con l’utilizzo di un’autobomba. La pianificazione emerge dalle conversazioni intercettate dalla Polizia che ha svolto le indagini. Questa una conversazione su WhatsApp datata 9 gennaio tra Yaeesh e Munir Almagdah, capo militare delle Brigate dei Martiri di Al-Aqsa: “Si tratta di un’unità suicida, pronta ad agire in profondità e la nostra azione sarà prossima“.