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Continua il periodo NO della Lazio: dopo la caduta in casa del Lecce, la squadra di Sarri rimedia solo un pareggio contro l’Empoli con l’ennesima rimonta. I biancocelesti infatti non riescono a tenere il 2-0 e i toscani riescono a pareggiare i conti con due gol in meno di dieci minuti. Ecco le pagelle biancocelesti del match fra Lazio ed Empoli.

Le pagelle biancocelesti

PROVEDEL 5: Per tutto il primo tempo riesce a tenere tutto sotto controllo e non viene mai preso in causa. Fino all’81’ quando l’Empoli la riapre con una rete in contropiede che ha la firma di Caputo, che buca clamorosamente il portiere biancoceleste. Partecipa al blackout generale sul gol del 2-2.

LAZZARI 6,5: Corre come al solito sulla fascia senza freni e dimostra di divertirsi molto con Felipe Anderson e Milinkovic, i “vicini di banco” del numero 29 biancoceleste. Quando esce, la sua assenza si sente veramente tanto. Peccato per l’ammonizione che lo terrà fermo per una giornata. ( dal 70′ HYSAJ 4: entrato per mettere minuti nelle gambe visto l’impegno obbligato per la prossima contro il Sassuolo, il numero 23 incide negativamente sulla partita, colpevole in parte dei due gol subiti).

CASALE 5,5: Dopo la brutta caduta contro il Lecce, il numero 15 sembrava avesse capito come fare per far tornare solida la difesa della Lazio. E così è stato fino al minuto 81: ennesimo blackout generale a cui partecipa anche la coppia centrale, insieme al portiere. Quando Immobile perde palla in pieno recupero, non si fa trovare pronto a coprire l’area.

ROMAGNOLI 5,5: Quello che c’è da dire su di lui è lo stesso di Casale, tanta fatica e tecnica ma quando la luce si spegne, è difficile camminare bene nel buio.

MARUSIC 5,5: Sempre molto attento nell’avanti e indietro sulla fascia destra, spende sempre molto per la squadra, che nel match contro l’Empoli sembra essersi dimenticata di lui. La sua prestazione è sporcata da quella corale che risulta insufficiente.

MILINKOVIC 5,5: Ok, abbiamo capito che il problema del serbo è legato al calciomercato: già da prima del Mondiale ha messo i remi in barca e continua a fare il minimo sindacale che non basta per vincere le partite.

Le altre pagelle di Lazio-Empoli

CATALDI 6: Sempre molto attento al gioco dei suoi, a un passo dal forfait durante il riscaldamento nel pre partita. Il numero 32 biancoceleste smista palloni e sa fare discretamente il lavoro da “Leiva” davanti la difesa. (dal 70′ VECINO 5,5: a lui invece, il ruolo di Cataldi non riesce proprio. L’uruguaiano deve ancora recuperare forma fisica e tecnica).

LUIS ALBERTO 7: gioca una buonissima partita, metà dei palloni in avanti passano dai suoi piedi. Nel secondo tempo dimostra di essere importante per il gioco della Lazio, nonostante abbia sbagliato 2/3 palle per Immobile. Il cambio con Basic al minuto 88 peggiora solo le cose per i biancocelesti SV)

FELIPE ANDERSON 7,5: il numero 7 della Lazio fa il suo, porta in vantaggio la squadra appena 2 minuti dall’inizio e durante tutta la partita riesce a sgasare più volte e vince anche qualche duello. Migliore in campo.

IMMOBILE 5,5: alla sua seconda partita in pochi giorni, il capitano della Lazio dimostra che ha ancora qualche problemino e non è al 100%. Fa comunque il suo e riesce a contribuire al gioco corale. Suo l’errore su uno dei due gol.

ZACCAGNI 6,5: dopo le due sgasate del primo tempo, il numero 20 si mette in testa che la Lazio deve segnare nel secondo tempo e lo fa, mettendo in rete il gol del momentaneo 2-0. Esce dal campo perché troppo stanco e la sua assenza si sente anche troppo. (dal 60′ PEDRO 5: Sa che deve entrare con la mentalità giusta per mantenere il risultato e portare a casa la vittoria che mancava da due partite, con la solita classe e tecnica. Ma il tunnel subito all’ultimo, porta l’Empoli a pareggiare proprio in pieno recupero).

SARRI 4: continua il caos nella sua mente da allenatore. La sua squadra gioca un buon calcio fino al gol del 2-0 di Zaccagni ma poi, invece di coprirsi, prova a fare spettacolo che non serve. Tanto da ridire anche sui cambi, anche se sono quelli i giocatori che ha in panchina. Le parole in conferenza post partita continuano ad essere senza senso: il tecnico deve cambiare marcia, come tutta la Lazio.

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