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Negli ultimi mesi in Italia è cresciuta particolarmente l’attenzione sulla sicurezza al terrorismo. Già dopo l’attacco delle forze di Hamas contro Israele dello scorso 7 ottobre il Governo italiano aveva preso dei provvedimenti contro gli estremisti islamici. Dopo l’attentato del 22 marzo all’auditorium di Mosca Crocus City Hall, da parte dell’Isis-K, il ministero dell’Interno ha alzato il livello di allerta contro i rischi terrorismo, misura adotta anche dal governo francese dopo il consiglio di Difesa all’Eliseo.

In un intervista alla trasmissione del noto giornalista Mario Giordano “Fuori dal Coro”, in onda su Rete4, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha parlato dell’attentato di Mosca e della guerra in Ucraina, come riportato da Tgcom24.

 “Dal 7 ottobre abbiamo espulso dall’Italia 47 persone sospettate di radicalismo, e in passato erano più o meno quelli espulsi in un anno intero. Facciamo ogni giorno le riunioni con l’intelligence. Abbiamo rafforzato la sorveglianza sui luoghi sensibili.

E in merito al conflitto in Ucraina la Premier ha dichiarato: L’attentato è stato rivendicato. Quindi si può dare la colpa a chi si vuole quando si fa propaganda, ma c’è qualcuno che ha dichiarato ‘siamo stati noi’. E del resto le modalità sono quelle che noi conosciamo. Non vedo come un attentato del genere potrebbe aiutare l’Ucraina o l’occidente. E penso che anche noi dobbiamo fare attenzione a una certa propaganda. 

Rispetto al tema dei rischi di una guerra mondiale, io rispedisco al mittente l’idea secondo cui chi cerca di aiutare l’Ucraina vuole la guerra e, quasi quasi, i russi che l’hanno invasa sono quelli che vogliono la pace. Bisogna fare mezzo passo indietro: Putin ha invaso l’Ucraina dichiarando che vuole riportare la Russia alla sua grandezza di un tempo, che vuole ripristinare i confini storici della Russia. I confini storici della Russia ragionevolmente incorporano Ucraina, Moldova, Georgia, i Baltici, una parte della Finlandia, volendo anche la Polonia.

Quando c’è stato il ritiro rovinoso da parte dell’Occidente dall’Afghanistan ed è stato dato un segnale oggettivamente di debolezza, Putin ha deciso che quello era il momento di tentare. Io arrivo da un Consiglio europeo dove si parlava di protezione civile e mi ritrovo su diversi quotidiani il fatto che noi staremmo preparando l’Europa alla guerra, perché c’era un passaggio in cui si diceva che bisognava mettere in cooperazione la risposta alla crisi, ma si parlava di protezione civile, si intendeva le alluvioni, le calamità naturali tant’è che io ho difeso la protezione civile italiana dicendo anche ‘attenzione a mettere in cooperazione che non significhi limitare le eccellenze degli stati nazionali’. Per cui bisogna pure fare attenzione a come certe cose si vendono perché, se ci mettiamo pure noi a fare la propaganda come i russi, oggettivamente abbiamo un problema”.