Sempre più grave e critica la situazione pandemica nel continente indiano, dove in 3 giorni si è raggiunto il picco di 1 milione di casi da COVID-19

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Nuovi numeri, nuove preoccupazioni

Srinagar, India – Sono saliti a un milione in 3 giorni i casi da coronavirus in India, dove la seconda ondata colpisce più forte e poderosa. Già negli scorsi giorni gli esperti avevano preannunciato un nuovo e preoccupante picco che, da quanto si apprende dalle ultime stime, ha raggiunto cifre da 6 zeri.

Ormai da 3 giorni il picco è altissimo e il governo indiano lotta contro un male duro a morire. Centinaia di migliaia i nuovi casi, nelle ultime 24 ore si parla di altri 346.786, arrivando ad un totale – dall’inizio della pandemia – di 16 milioni e 500 mila, numeri secondi solo a quelli degli Stati Uniti.

Ma non è finita qui. Gli esperti non lanciano segnali rassicuranti: un nuovo picco ancora più alto dovrebbe arrivare entro le prossime 3 settimane. Solo ieri i morti sono stati 2.624, ma le stime, da quanto si apprende dal Ministero della Sanità indiano, sarebbero di gran lunga più alte.

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Ossigeno

La carenza di ossigeno negli ospedali si fa sempre più grande. Troppi i morti per mancanza di ossigeno. Con i sintomi riportati dal virus, quello di indisponibilità di ossigeno sanitario è un problema devastante, visto che l’affaticamento respiratorio è uno delle principali problematiche causate dal COVID-19.

Il numero di morti in India sale è 189.544. Gli ospedali sono saturi e i posti letto tutti occupati da tantissimi casi gravi. Nonostante i rifornimenti di bombole di ossigeno relativamente tempestive però, non si riesce comunque a soddisfare la domanda.

Il direttore del Batra Hospital, Sudhanshu Bankata, una delle personalità più forti del Paese in ambito sanitario ha affermato che “l’ossigeno sta finendo”, parole che affliggono il sistema sanitario indiano e del governo in generale.

Solo ieri nell’unità intensiva del Jaipur Golden Hospital di Nuova Delhi sono morti 20 pazienti in terapia intensiva per mancanza di ossigeno.

Il governo indiano ha impiegato treni ormai definiti Oxygen Express, aerei militari e camion per il trasporto di petroliere per consegnare bombole, ma la domanda è troppo grande da poter essere soddisfatta. Nel caso specifico del Batra Hospital, sono state fornite bombole per fare fronte – solo per poche ore – all’esigenza di ossigeno dei 190 pazienti ricoverati.

FONTE: Associated Press, Ansa

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