Isola di Lesbo, Grecia – Disastrose le condizioni alle quali sono esposti i migranti sull’Isola di Lesbo in Grecia. Lo stesso governo greco ha confermato che i rifugiati nel nuovo campo di Mavrovouni, noto anche come Kara Tepe, sono esposti al piombo. La riprova arriva tramite un messaggio su Twitter di Medici Senza Frontiere che invoca l’aiuto dell’UE per risolvere la questione. I migranti sono a rischio intossicazione, una ulteriore problematica che si aggiunge a quella dei contagi da Covid-19.

Anche se “tuttavia nei luoghi dove sono presenti i rifugiati i livelli della sostanza tossica sono sotto i limiti internazionali”, l’ong chiede comunque aiuto. Le autorità competenti, d’altro canto, hanno annunciato l’avviamento di lavori che prevedono il cospargimento di uno strato di ghiaia alto 20 cm, volto a limitare la pericolosità del piombo.

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L’appello agli alti capi

Già nel settembre 2020, si apprende sempre da Msf, l’organizzazione aveva chiesto aiuto per le persone presenti nel campo di Moria, poi scenario di un incendio. Costruito in fretta e furia, il campo di Mavrovouni doveva essere un alloggio temporaneo per gli oltre 7.500 rifugiati presenti allo stato attuale. Tra terribili condizioni di vita con uno scarso accesso alle basilari cure mediche, la “cittadina” di Kara Tepe è una delle zone più a rischio delle isole greche.

Con uno specifico appello al presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen, il commissario agli Affari Interni Ylva Johansson e al greco vice presidente UE Margaritis Schoinas, Msf chiede una soluzione stabile e che possa garantire i diritti fondamentali ai rifugiati dell’Isola di Lesbo.

FONTE: medicisenzafrontiere.it, Ansa

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