Il Presidente della Commissione parlamentare Antimafia Nicola Morra chiede chiarezza nell’esposizione dei dati relativi ai vaccinati in alcune regioni del meridione d’Italia

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I fatti

Roma, Italia – Il capo della Commissione Antimafia al Senato, Nicola Morra, ha incoraggiato le regioni di Campania, Sicilia, Valle d’Aosta e Calabria a rilasciare i dati relativi ai vaccinati della categoria “altro”.

Secondo l’ex esponente del M5S, i vaccinati di questa categoria sarebbero un numero molto maggiore rispetto alle altre regioni.

Queste le sue parole: “Insieme al collega Paolo Lattanzio, il coordinatore in Commissione antimafia del Comitato sulla prevenzione e repressione delle attività predatorie della criminalità organizzata durante l’emergenza sanitaria, stiamo avanzando la richiesta degli elenchi dei nominativi dei vaccinati ricadenti nella categoria ‘altro’ che in Sicilia, Calabria, Campania e Valle d’Aosta risultano avere numeri ben maggiori rispetto alla media nazionale”.

Conclude poi così la dichiarazione: “Auspichiamo massima collaborazione nella trasmissione dei dati alla Commissione antimafia da parte delle Istituzioni competenti”.

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Chi dovrebbe far parte della categoria ‘Altro’

Sin dagli inizi questa categoria ha suscitato molto dissenso tra la popolazione. La realtà è che è stata creata appositamente per offrire alle regioni priorità su di una categoria piuttosto che un’altra, oltre che ai soggetti fragili (es. diabetici).

Di questa categoria, dall’interpretazione variopinta, in Campania sono stati inseriti, ad esempio, i giornalisti; mentre in Toscana gli avvocati. Tra le prime regioni a dare un’impronta ben definita a questa categoria è l’Umbria, che ha inserito nel proprio piano strategico regionale queste categorie: protezione civile e volontari, centri operativi comunali, assistenti sociali, operatori dei tribunali, avvocati, operatori di supporto scolastico, onoranze funebri, informatori scientifici, personale impegnato in assistenza domiciliare, manutentori dispositivi elettromedicali, personale della dogana e dell’aeroporto.

La speranza è che anche le altre regioni seguano l’esempio, dando priorità a lavori e persone lavorativamente più esposte.

FONTE: Ansa

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