Finalmente il premio più atteso dell’anno è arrivato. Nikola Jokic, ieri sera è stato proclamato Mvp della Regular Season 2020-21. Il serbo ha battuto i suoi contendenti, in ordine Joel Embiid e Stephen Curry. Jokic ha concluso la sua stagione con 28 punti di media, 10 rimbalzi e 8 assist. Quasi una tripla doppia (con tanto di record) di media per un centro di 2,11 metri con la mobilità di un’ala e il tocco di un playmaker. É un premio che dona quasi una vera e propria consacrazione per Nikola Jokic. È il primo centro a vincere l’Mvp dopo Shaquille O’Neal.

Il cambiamento del serbo

Negli anni precedenti è stato molto elogiato per le sue doti, ma al tempo stesso screditato per il suo fisico e la sua poca cattiveria. Quando poi Nikola la stagione scorsa ha deciso di zittire tutti coloro che lo criticavano. Si è presentato in una forma smagliante, perdendo peso e mettendo massa. Già dalla scorsa stagione si vide che Jokic aveva cambiato marcia: più cattivo, più rapido, una maggiore applicazione in difesa (da sempre il suo punto debole), ma soprattutto un’arsenale offensivo che pochi hanno nella lega. Può segnare in qualsiasi modo quando e dove vuole, letale sia da 3 che dalla media distanza, per non parlare del suo gioco in post! Ma la cosa che forse caratterizza Jokic è la sua capacità di fornire assist. Vede cose che in pochi riescono a vedere, riesce a leggere perfettamente l’azione e mettere la palla dove vuole.

Le parole di Nikola Jokic e di Coach Malone

Ecco le parole di Nikola Jokic, fresco di vittoria del Most Valuable Player:

“Ad essere onesti, da giovane non pensavo nemmeno di poter giocare in NBA. Il mio obiettivo quando ho iniziato a giocare a basket a casa era quello di giocare in EuroLeague perché era il campionato più vicino al mio paese. Potevo giocare in alcuni grandi club in Serbia e farmi strada. Ma poi i Denver Nuggets mi hanno scelto, ed è stata un’opportunità per me di diventare un giocatore NBA.”

“È un grande risultato. Ma è qualcosa che, come ho detto ai ragazzi, non è solo mio. Non potrei fare quello che faccio solo grazie alle mie doti. È un premio individuale, ma lo sforzo è collettivo, ossia di tutti quelli che fanno parte dell’organizzazione dei Denver Nuggets.”

“La differenza è che quest’anno ho iniziato questa stagione davvero bene. Dal punto di vista delle statistiche credo di aver giocato una regular season continua e di alto livello. Penso che questa sia stata la migliore stagione della mia vita e la ciliegina sulla torta è il trofeo che ho appena ottenuto.”

“Non ci ho mai pensato. Anche quando la stagione era finita, ero concentrato sulla serie contro Portland, quindi il mio focus non era sull’MVP. Non volevo nemmeno pensarci perché è solo un trofeo e la stagione non è certamente finita. Quindi stavo solo cercando di concentrarmi sulle partite”.

Aggiunge Coach Malone:

“Penso che la cosa più bella che posso dire su Nikola è che rappresenta pienamente la cultura che abbiamo creato qui a Denver. Sono qui da sei anni e Jokic rappresenta sicuramente la crescita della squadra, insieme alla sua. Negli ultimi tre anni nella Western Conference, i Denver Nuggets hanno avuto il maggior numero di vittorie (147). Ciò non sarebbe potuto accadere senza i miglioramenti di Nikola. Lo abbiamo visto per tutta la stagione, l’abbiamo visto per sei anni, l’abbiamo visto nel primo turno contro il Portland. È totalmente altruista, una delle superstar più sottovalutate degli ultimi tempi e come gli ho detto oggi lo amo e mi sento davvero fortunato non solo ad allenarlo, ma ad avere un rapporto speciale con lui.”