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Nikola Jokic, il “Joker” serbo dei Denver Nuggets, non è solo un due volte MVP in carica e campione Nba in carica, ma un vero e proprio rivoluzionario del gioco. La sua abilità di combinare abilità di palleggio, visione di gioco e tiro da fuori lo rende un unicum nel panorama NBA, sfidando le tradizionali concezioni del ruolo di centro.

Dimenticate i centri muscolari e possenti, gli Shaquille O’Neal o i Ben Wallace che dominavano sotto canestro. Jokic, con il suo fisico non proprio statuario, è un giocatore fluido e versatile. Il suo gioco si basa su un’incredibile intelligenza cestistica e una tecnica sopraffina. Il “Joker” è un maestro del “triple-double”, capace di accumulare con nonchalance punti, rimbalzi e assist in una singola partita.

jokic

La sua abilità di palleggio gli permette di portare palla come una guardia, creando occasioni per sé e per i compagni. Jokic è un vero e proprio playmaker in post basso, capace di innescare il pick-and-roll con grande efficacia o di servire assist al bacio con passaggi no-look. Il “Joker” non si limita a giocare spalle a canestro. Jokic è un tiratore mortifero da tutte le posizioni del campo, con un’incredibile efficacia dalla media distanza e un buon tocco anche da tre punti. La sua abilità di stretching del campo rende il gioco dei Nuggets imprevedibile e difficile da difendere.

Il successo di Jokic, simbolo di questa Nba perimetrale e post-moderna, sta dimostrando che un centro non deve necessariamente essere un gigante dominante sotto canestro per essere un leader e trascinare la propria squadra. La sua abilità di giocare a tutto campo e la sua visione di gioco aprono nuove possibilità per il ruolo di centro nell’NBA, ispirando una nuova generazione di giocatori “atipici”.

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