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Oggi festeggiamo il Venerdì Santo, la passione e la morte di nostro Signore Gesù Cristo. Nell’anno in corso la Chiesa lo ricorda il 29 marzo.

La Chiesa con la meditazione della passione dei Cristo e l’adorazione della Croce commemora la sua origine dal fianco del Signore che sulla croce intercede per salvare il mondo. Il Venerdì Santo non si celebra l’Eucaristia. Il sacerdote e i ministri si recano all’altare in silenzio, senza canto e musica, fanno la riverenza all’altare, si prostrano in terra, la prostrazione come rito proprio di questo santo giorno ha il significato dell’umiliazione dell’uomo terreno e la partecipazione alla sofferenza di Cristo.

Nel Venerdì Santo la Croce è al centro della celebrazione, è narrata nella liturgia della Parola, mostrata e celebrata nell’adorazione del Legno, ricevuta quale mistero di salvezza nella Comunione eucaristica. dalla passione di Cristo emergere la ricchezza del simbolo della Croce, morte e vita, infamia e gloria.

Oggi festeggiamo il Venerdì Santo

Tre tra gli altri sono gli aspetti fondamentali del Venerdì Santo:

  • ” La Liturgia della Parola di questo giorno ci fa capire come il Venerdì Santo non è un giorno di lutto, ma di amorosa contemplazione dell’amore del Dio Padre, per purificare e rinnovare nel suo sangue l’alleanza sponsale. Nella prima lettura ascoltiamo il IV canto del servo del Signore, disprezzato e reietto dagli uomini. Ma è più di tutto nel racconto della Passione del Signore secondo il Vangelo di Giovanni che emerge la glorificazione di Cristo, la sua esaltazione sulla croce, il compimento dell’Ora in cui la nuova alleanza viene sancita in modo definitivo da Dio nel sangue del vero Agnello del giorno di Pasqua “.
  • ” La Preghiera Universale in forma tradizionale, il significato che ha di espressione della potenza universale della passione del Cristo, appeso sulla croce per la salvezza di tutto il mondo .La salvezza per l’uomo credente, tribolato ed oppresso è il frutto che pende dall’albero della croce “.
  • l’Adorazione della Croce da svolgersi con lo splendore di dignità che conviene a tale mistero della nostra salvezza. In questa articolata sequenza rituale la Croce è al centro dell’attenzione, non è semplicemente un’immagine da guardare, ma in quanto portata, velata, contemplata e baciata entra in contatto con i corpi e i vissuti dei fedeli. Un’esecuzione veloce e maldestra di questo momento impedirebbe il coinvolgimento totale della persona che si qualifica come autentica professione di fede espressa nella pluralità dei linguaggi “.

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