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Oggi veneriamo San Turibio de Mogrovejo. Il vescovo è nato in Spagna il 16 novembre del 1538, è morto il 23 marzo del 1606 a Lima in Perù. La chiesa lo ricorda il 23 marzo.

Il vescovo Turibio è stato paragonato da Benedetto XIV a San Carlo Borromeo, definito «instancabile messaggero d’amore» . Venne nominato arcivescovo di Lima. Prima di partire, studiò accuratamente i problemi da affrontare. La realtà che gli si presentò nel 1581 era drammatica, la popolazione autoctona era ridotta in condizioni di impoverimento materiale, culturale e umano.

Nutriva grande amore e rispetto per gli indios. Studiò la loro lingua, il quéchua, impose ancora ai sacerdoti in cura d’anime di studiarla. Convocò un concilio generale per l’America Latina a Lima, due concili provinciali e dodici sinodi diocesani, servirono per riformare l’amministrazione e i costumi, favorire e coordinare lo scambio di esperienze missionarie e pastorali. Fondò il seminario di Lima, fece pubblicare un catechismo in lingua quéchua, raccomandò ai parroci di preoccuparsi perché le case degli indios avessero tavole per mangiare e letti per dormire.

Oggi veneriamo San Turibio de Mogrovejo

Turibio scrisse un “Libro de las visitas” che rivelava una mente pianificatrice di ampie vedute, dove le note più brevi testimoniano l’ardente amore del padre per i figli. Sfinito dai viaggi e dagli impegni del governo pastorale si spense nel 1606. Beatificato il 2 luglio del 1679 a Roma da Papa Innocenzo XI, Canonizzato il 10 dicembre del 1726 a Roma da Papa Benedetto XIII.

Martirologio Romano:

A Lima, nel Perù, san Turibio Vescovo, per la cui virtù si propagò in America la fede e la disciplina ecclesiastica.

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