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L’ex consigliere comunale di Fratelli d’Italia di Palermo Mimmo Russo è stato arrestato questa mattina dai carabinieri del capoluogo siciliano. L’inchiesta che ha portato all’arresto dell’esponente del partito guidato da Giorgia Meloni è stata guidata dalla Dda di Palermo guidata dal procuratore Maurizio de Lucia. Punto di riferimento storico dei precari palermitani, Russo, è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, voto di scambio politico-mafioso, concorso in estorsione aggravata e concorso in corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio. Secondo quanto riportato da Livesicilia lo storico esponente della destra palermitana ha beneficiato dei voti della mafia per le sue elezioni a Palazzo delle Aquile, notizia confermata dai vari pentiti di mafia. Ma il grosso dei suffragi arrivavano dalla Trinacria Onlus e dal Caf di corso Domenico Scinà grazie ai quali Russo prometteva posti di lavoro a gente vicina a Cosa nostra.

Insieme all’ex consigliere comunale palermitano sono indagati Gregorio Marchese, figlio dello storico killer Filippo (noto come milinciana ndr) ed esponente della loggia massonica del Grande Oriente d’Italia, e il consulente d’azienda Achille Andò entrambi, accusati a vario titolo di corruzione ed estorsione. Le due costole di Russo sono stati disposti agli arresti domiciliari.