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Papa Francesco visiterà l’Iraq dal 5 all’8 marzo. Lo ha reso noto il direttore della Sala Stampa Vaticana, Matteo Bruni Accogliendo l’invito della Repubblica d’Iraq e della Chiesa Cattolica locale,  il Pontefice farà tappa a Bagdad, alla piana di Ur, legata alla memoria di Abramo, a Erbil, e a Mosul e Qaraqosh, nella piana di Ninive. “A suo tempo sarà pubblicato il programma del viaggio, che terra’ conto dell’evoluzione dell’emergenza sanitaria mondiale”, è stato spiegato.

Se ne parla da un anno e mezzo

Già nel giugno 2019 il Papa aveva espresso l’intenzione di visitare l’Iraq: “Un pensiero insistente mi accompagna pensando all’Iraq perché possa guardare avanti attraverso la pacifica e condivisa partecipazione alla costruzione del bene comune di tutte le componenti anche religiose della società, e non ricada in tensioni che vengono dai mai sopiti conflitti delle potenze regionali», aveva detto nel corso di un’udienza ai partecipanti alla Riunione delle Opere di Aiuto alle Chiese Orientali (Roaco).

A gennaio c’era stato il colloquio tra Francesco e il presidente iracheno Barham Salih, in cui si era discusso del viaggio e dei “buoni rapporti bilaterali”.

Papa Francesco è un uomo aperto, cercatore di pace e di fraternità. Tutti in Iraq, cristiani e musulmani, lo stimano per la sua semplicità e vicinanza. Le sue parole toccano il cuore di tutti perché sono quelle di un pastore. È un uomo che può portare pace. Tanti milioni di musulmani hanno seguito la visita del Pontefice ad Abu Dhabi. Sarà così anche in Iraq”. Il card. Louis 

Una nuova tappa del dialogo interreligioso?

Il Patriarca di Babilonia dei caldei, cardinale Louis Raphael Sako, aveva recentemente sottolineato come quello del Pontefice verso l’Iraq sia “un pensiero continuo. Obiettivo del viaggio, aveva sottolineato, “è far si che l’Iraq guardi avanti, ‘attraverso la pacifica e condivisa partecipazione alla costruzione del bene comune di tutte le componenti anche religiose della società, e non ricada in tensioni che vengono dai mai sopiti conflitti delle potenze regionali’”.