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In vista delle imminenti elezioni europee, che si svolgeranno l’8 e 9 giugno, la delibera Agcom sulla par condicio quest’oggi sarà oggetto d’esame della commissione di Vigilanza della Rai. A tal proposito la maggioranza di governo ha presentato ben trentaquattro emendamenti che andrebbero a modificare le norme vigenti in materia. L’obiettivo della maggioranza è la revisione del meccanismo previsto da Agcom, secondo il quale, le apparizioni e le interviste televisive dei rappresentanti politici nel periodo preelettorale saranno valutate non solo da un punto di vista “quantitativo”, ma anche da un punto di vista “qualitativo”.

Tra le novità c’è l’eliminazione del legame con Auditel, proposta presentata da Fratelli d’Italia, Lega e Noi Moderati. Mentre il partito della Premier Giorgia Meloni, di concerto con Forza Italia, propone l’abrogazione del comma 5 bis secondo il quale una fascia oraria ha un determinato indicatore basato sull’audience medio dei canali Rai. Tuttavia il partito guidato dal ministro degli esteri Antonio Tajani non ha firmato gli emendamenti degli alleati in quanto il partito di Salvini ha maggior peso a livello governativo.

Le proposte dei partiti di maggioranza sulla modifica della par condicio sono state giudicate “irricevibili” dalle opposizioni. I capi gruppo delle opposizioni in vigilanza Rai, come riportato dall’Ansa, hanno commentato così le modifiche presentate dal governo: “È un pacchetto di proposte irricevibile perché distorce il senso stesso della par condicio a uso e consumo di Giorgia Meloni e della sua maggioranza e vuole dare una ‘impunità’ preventiva a chi la viola”.

Mentre il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha dichiarato che il suo partito “non consentirà un simile scempio della libertà di informazione e della stampa. Faremo di tutto, dentro e fuori la commissione di Vigilanza, per impedire al governo e alla maggioranza di mettere in atto questo atto di insensibile arroganza”. Sul piede di guerra anche il Partito Democratico il quale, attraverso  il responsabile informazione Sandro Ruotolo, ha attaccato duramente le proposte della maggioranza: “Non solo hanno sei reti televisive che fanno riferimento al governo. Poi hanno giornali, occupano le istituzioni culturali del nostro Paese, adesso provano a calpestare anche le regole di correttezza e di terzietà che si approvano alla vigilia delle competizioni elettorali”. Altrettanto dure le risposte della maggioranza con Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, che accusa le opposizioni di voler imbavagliare i membri del governo.