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Sono passate due settimane dal raid israeliano contro il consolato iraniano di Damasco, in cui è stato ucciso un capo Pasdaran. Dopo giorni di minacce provenienti da Teheran, le ultime quelle pronunciate della Guida Suprema dell’Iran Ali Khamenei durante una preghiera nel dell’Eid al-Fitr (la rottura del digiuno ndr) l’Iran è pronto a passare ai fatti. Secondo fonti americane, riportate dall’Ansa, nelle prossime 24/48 ore l’Iran è pronto a sferrare un massiccio attacco di droni e missili contro obiettivi militari e governativi dello Stato ebraico. Il Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, nelle scorse ore ha chiesto a Teheran di non attaccare Israele.

Anche Papa Francesco ha lanciato l’ennesimo appello alla pace nel suo messaggio di fine Ramadan, di seguito le parole del Santo padre riportate dall’Ansa, “Dio è pace e vuole la pace. Chi crede in lui non può che ripudiare la guerra che non risolve ma aumenta i conflitti”. Intanto i paesi europei, con in testa Francia e Germania, sconsigliano i cittadini di compiere viaggi in Medio Oriente e, come si apprende dal sito israeliano Ynet, molte famiglie in Israele hanno annullato la registrazione dei loro figli dai viaggi delle organizzazione giovanili durante le prossime festività della Pasqua ebraica per paure di rappresaglie iraniane.

Nelle scorse ore il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, si è unito alla rete di mediazione internazionale, che negli ultimi giorni sta cercando di evitare l’allargamento della guerra in Medio Oriente. Il titolare della Farnesina ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo iraniano, Hossein Amir-Ambdollahian, invitando il governo di Teheran di lavorare al confronto politico; specificando che un attacco contro Israele porterebbe ad una reazione e di conseguenza un inasprimento del conflitto.