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Il Presidente Putin (in foto) si candida alle prossime elezioni presidenziali che si terranno dal 15 al 17 marzo 2024. Lo ha comunicato l’8 dicembre al Cremlino, a margine della cerimonia di consegna delle medaglie della Stella d’Oro, davanti ai militari convenuti.

L’annuncio della candidatura era atteso ma in molti pensavano che avvenisse durante il discorso di fine anno previsto per il 14 dicembre prossimo. Il luogo, forse, non poteva essere che il Cremlino. Il momento ed il pubblico scelto sono indicativi del fatto che parte della campagna elettorale di Putin sarà anche incentrata sulla guerra in Ucraina. Le elezioni verrebbero svolte anche nei territori ucraini occupati.

Putin, con le modifiche alla costituzione approvate nel 2020, potrà correre per altri due mandati presidenziali di 6 anni ciascuno. Le elezioni di marzo prossimo lo porterebbero al quinto mandato da Presidente, fino al 2030 e poi un eventuale successivo fino al 2036. La sua prima elezione avvenne nel 2000 e con due mandati consecutivi, allora ognuno di 4 anni, giudò la Federazione fino 2008. Quell’anno la presidenza passò volutamente a Dmitrij Medvedev, suo alleato fedele, fino al 2012. In quei quattro anni Putin ricoprì la carica di primo ministro. Poi dal 2012 gli altri due mandati che lo porteranno fino a marzo 2024.

I sondaggi, anche quelli indipendenti con piccole percentuali diverse, lo danno vincente. Di fronte a lui una concorrenza resa quasi inoffensiva e un dissenso represso. Chi “sfiderà” Putin apparterrà, come nelle migliori tradizioni, a partiti di sistema e pertanto non inciderà sulla sua rielezione.

Il maggiore e vero oppositore di Putin, Aleksej Navalny in carcere da tre anni, per le prossime votazioni ha invitato gli elettori ad esercitare una specie di catena di Sant’Antonio elettorale; ogni cittadino deve votare un candidato avversario di Putin e invitare altri dieci persone a fare altrettanto, e così via. Di Navalny da qualche giorno non si hanno più notizie. I suoi collaboratori sono preoccupati e lanciano appelli.

La carica di Presidente assegna anche il comando in capo delle Forze Armate. Queste da febbraio 2022 sono impegnate nella guerra contro l’Ucraina. Putin vorrebbe portare, per la data delle elezioni, delle vittorie sul campo. La città di Avdiivka nel Donetsk sarebbe per questo motivo sotto costante offensiva, 24 ore su 24; assalti continui con truppe di terra accompagnate da attacchi di carri armati, dal fuoco dell’artiglieria, dei mortai e di missili. Le truppe della Federazione subiscono molte perdite ma questo non le ferma e vanno avanti con ondate successive. Mosca sembra in grado di rimpiazzare, per ora, il personale ferito e ucciso. Non solo Avdiivka ma tutta la linea del fronte est è sotto pressione russa.

Le elezioni in Russia seguiranno quelle di Taiwan, in gennaio, e precederanno quelle europee a giugno e quelle americane a novembre. L’Ucraina guarda molto a queste ultime due perché potrebbero incidere sui futuri aiuti che riceve. 

Le elezioni in Ucraina che pure si sarebbero dovute svolgere nel 2024 sono sospese per effetto della legge marziale varata per la guerra in corso.

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