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“Sottoporre a revisione referendaria temi come la giustizia è divenuto inevitabile soprattutto per ritardi e rinvii evidenti del parlamento. Il nodo del funzionamento della giustizia unito a quello del rapporto con altri poteri dello Stato è cruciale. La via referendaria sembra essere l’unica, ma sarà difficile raggiungere il quorum. È mancata una discussione pubblica e il contesto tecnico dei quesiti lascia fuori un confronto popolare”. Lo dichiara l’eurodeputato Andrea Cozzolino, in vista del voto sui referendum di domenica 12 giugno. “Per questo è importante partecipare – aggiunge – Dare un segnale, anche al di là delle ragioni del sì e del no. Serve una spinta. Verso il parlamento, verso i partiti, verso il governo. Magari per aprire una sessione speciale di confronto, in sede parlamentare, su un programma più compiuto e di svolta per la giustizia italiana”.

“L’istituto referendario ha un suo valore – ricorda l’europarlamentare – un suo intrinseco portato democratico. Attraverso il referendum si sono sanciti passaggi cruciali: dal divorzio all’aborto fino alle leggi elettorali, alle riforme costituzionali. Forse se ne è fatto un uso eccessivo negli ultimi decenni. Bisogna renderlo più vicino alle esigenze, in un dato momento storico, dei cittadini”.