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Continuano gli arresti a Reggio Calabria dopo l’operazione Gallicò della scorsa settimana che ha portato alla cattura di 18 per associazione mafiosa.
Questa mattina i militari di Reggio Calabria hanno arrestato 18 persone nella Piana di Gioia Tauro per spaccio di sostanze stupefacenti.
L’operazione, denominata “Perseverant”, è stata coordinata dalla Procura di Palmi ed è scattata in seguito alla denuncia di un padre risalente al 2020, preoccupato dai comportamenti della figlia ventenne che faceva uso di droghe.
Dalle indagini i carabinieri hanno constato l’esistenza di una fitta rete di traffico di sostanze stupefacenti con base Taurianova e ramificato nei comuni di Rosarno, Platì e Gerocarne, comune del vibonese.
Lo spaccio di droga, secondo quanto riportato dall’Ansa, sarebbe andato avanti anche durante il lockdown durante la pandemia Covid-19 del 2020.
I trafficanti coltivavano la canapa indiana in un bunker, situato sotto ad un capannone agricolo, dotato di impianti idroponici e sistemi di riscaldamento, ventilazione e illuminazione a lampade Uv il tutto per un traffico di oltre un milione di euro.
Per quanto riguarda le ordinazioni, invece, venivano fatte tramite un applicazione di messaggistica; mentre le consegne venivano fatte in bicicletta, per evitare i posti di blocchi delle forze dell’ordine.
Dopo l’arresto nove degli indagati sono stati condotti in carcere, mentre altri nove sono stati destinati agli arresti domiciliari.
Ma oltre al maxi traffico di droga le indagini della Procura di Palmi hanno portato alla luce i maltrattamenti subiti dalla mogli e la figlia di un membro della banda.

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