“Infermieri e medici costretti a barricarsi all’interno del Pronto Soccorso del Policlinico Umberto I di Roma per difendersi da un vero e proprio assalto, da un inspiegabile raid punitivo di facinorosi che sembrano avere perso totalmente il lume della ragione, capaci di azioni di violenza indicibili pur di difendere le proprie idee. Fino a che punto si può arrivare per far valere quelle che si ritengono le proprie ragioni”? Così Antonio De Palma, presidente del Sindacato Infermieri.

Il fatto a Roma

Nella notte dello scorso 10 ottobre una trentina di manifestanti aveva assaltato il pronto soccorso del Policlinico Umberto I di Roma dove era stato ricoverato uno dei partecipanti alla protesta contro il Green pass, sfondando la porta di ingresso. “La situazione è tornata alla normalità dopo alcune ore con l’intervento delle forze di polizia – spiegava l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato, sul posto per un sopralluogo – Ci sono 4 feriti, due tra le forze dell’ordine e due operatori sanitari”.

Il presidente De Palma

“La notizia dell’infermiera del Policlinico, una collega, una di noi, colpita addirittura da una bottigliata in testa ci lascia nello sgomento totale. Ci informano addirittura di un altro operatore sanitario aggredito e ferito. E poi gli assalti di sabato alla Capitale, con vere e proprie scene di guerriglia urbana, da parte di “personaggi” che nulla hanno a che vedere con quella parte di popolazione che esprime il proprio civile dissenso al vaccino. Qui siamo di fronte a gruppi che ben poco hanno a che fare con le complesse problematiche sanitarie con cui siamo alle prese. Leggiamo le notizie di agenzia e apprendiamo della presenza di frange politiche”.

La condanna

“Come sindacato nazionale degli infermieri – conclude De Palma – ci sentiamo di dover esprimere, in modo forte, perentorio, la nostra ferma condanna all’azione indecorosa di chi si è reso colpevole di avere assaltato un pronto soccorso, un luogo dove infermieri e medici dovrebbero essere messi nella condizione di svolgere con serenità il ruolo che gli compete, quello di salvare vite umane.  Abbiamo sempre promosso l’uso del vaccino come unica strada possibile per uscire dall’emergenza. Del resto la maggior parte dei nostri infermieri ha scelto con coscienza di sottoporsi alle somministrazioni. Gli infermieri non possono e non devono diventare un capro espiatorio”.

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