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L’AS Roma al centro di un polverone per il caso di una giovane dipendente licenziata per un video intimo girato con il suo compagno e rubato da un calciatore del vivaio che lo ha diffuso negli spogliatoi.

La vicenda risale allo scorso autunno, il ragazzo avrebbe acquisito il video dopo aver preso in prestito il cellulare della donna con il pretesto di dover fare una chiamata al proprio procuratore. A quel punto il filmato, che pare abbia come protagonisti l’impiegata e il suo fidanzato, sarebbe diventato virale tra gli ambienti di Trigoria, spingendo la società al licenziamento della vittima, nonostante l’autore del furto dei contenuti abbia ammesso tra le lacrime le proprie responsabilità in una riunione a parte con i dirigenti. Il motivo del licenziamento, secondo le ricostruzioni, sarebbe dovuto all’incompatibilità del comportamento della lavoratrice con il sereno svolgimento del lavoro della squadra.

La versione dell’AS Roma

L’avvocato Lorenzo Vitali, responsabile legale della società dei Friedkin, ha dato come motivazione ufficiale del licenziamento l’ “incompatibilità ambientale” con il lavoro della squadra. Il video è stato visionato da gran parte del personale e dei giocatori della società e Valli assicura alla ragazza, che ha una trentina d’anni, il pagamento dell’indennità di mancato preavviso.

La versione ufficiosa della AS Roma sulla vicenda si basa su tre punti. Il primo è che il partner protagonista con la donna è un altro dipendente giallorosso che, a sua volta, sarebbe anche il diretto superiore della ragazza. Il secondo è che il rapporto si è consumato all’interno del centro sportivo Fulvio Bernardini a Trigoria. E queste due circostanze sarebbero contrarie alla policy aziendale. Infine, c’è il terzo punto secondo cui nel video sono presenti conversazioni che violerebbero l’etica professionale degli assunti perchè si esprimerebbero giudizi su altri lavoratori della società Friedkin. Il calciatore che invece ha fatto circolare il video non ha ricevuto sanzioni.

L’impiegata si è rivolta all’avvocato Francesco Bronzini, che in questi mesi ha lavorato per trovare una soluzione pacifica: una trattativa privata, senza portare il caso davanti ai giudici, per il ritorno della ragazza a Trigoria. Al momento, però, non pare sia riuscito a strappare nessuna promessa all’AS Roma, accusata anche di non aver tutelato la propria dipendente da comportamenti chiaramente illeciti.

Le reazioni alla decisione del club

Sul licenziamento della donna sono intervenute Differenza Donna e Assist, l’associazione nazionale atlete, chiedendo l’intervento immediato del Coni e della Figc, per rimediare a questa decisione, a loro parere, vergognosa. L presidente di Differenza Donna Elisa Ercoli e la presidente di Assist Luisa Rizzitelli, hanno dichiarato: “Quello che è accaduto, se vero, è terribile ed è ridicolo e vergognoso che a pagare sia la donna”. Le due associazioni sono pronte anche a fornire assistenza legale e psicologica alla dipendente.