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Rugby, l’opinione di Vittorio Munari dg del Petrarca sull’andamento del Sei Nazioni:” Tre partite di Sei Nazioni, quasi 150 punti di passivo. Il rugby italiano vive in un eterno anno zero. Da quando nel 98 l’Italia è entrata nel gruppo delle migliori, sono stati commessi errori strategici. Il rugby all’epoca era mantenuto dai club. Poi dagli inizi del duemila è stato smantellato il campionato si è creato un vertice sospeso nel nulla. Prima i giocatori sono stati lasciati andare all’estero, poi con la creazione delle franchige è stato svuotato dei 60-70 migliori interpreti. Si è voluto centralizzare la struttura sull’esempio di altre federazioni. Qualunque gestione centralizzata richiede un coordinamento con il territorio. Ci sono interscambi tecnici ma poi le franchige sono libere di giocare come vogliono. Il sistema Italia non produce giocatori di qualità in numero sufficiente per reggere la sfida internazionale….”

L’Italia come ricorda Vittorio Munari è entrata con merito nel Sei Nazioni, quando nel 98 vinse il match contro la Francia. Non deve abbandonare il torneo, come consigliano, mai mollare. Bisogna rivedere sicuramente le dinamiche e allargare a tutti club la possibilità di dare giocatori validi alla nazionale.

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Fonte: Il Gazzettino