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Matteo Salvini, vice Premier e Ministro delle infrastrutture, scagiona la Juventus. Commentando la sentenza e le motivazioni della Corte d’appello della FIGC. Si è espresso in merito ai 15 punti di penalizzazione inflitti alla società torinese, secondo quanto riportato da Adnkronos:

“Da tifoso milanista non sono difensore della Juventus, mi è sembrato strano che in un sistema, dove tanti, se non tutti, usavano certi metodi, solo contro la Juventus si è intervenuti a gamba tesa. I tifosi bianconeri non hanno certo bisogno di me, che faccio il Ministro, però chiudendo la  parentesi calcistica, trovo che siano entrati pesantemente sui bianconeri, come se fosse un problema solo della Juventus”

Senza menzionare le motivazioni, ufficializzate in questi giorni, il vice Premier rincara la dose:

“Se qualcuno ha sbagliato è giusto che paghi, ma se ti accusano di fare delle plusvalenze, di taroccare il valore dei calciatori..per taroccare bisogna essere in due. Se puniscono solo uno, o il sistema è strabico o la Juve da fastidio”

Queste le parole di Salvini,  non si capisce però a chi i sabaudi darebbero fastidio e soprattutto, non parla minimamente di ciò che è emerso dall’indagine Prisma. In base alle motivazioni del giudice, non è stata punita la plusvalenza singola, ma il sistema creato dalla dirigenza juventina, per alterare i bilanci. Le intercettazioni telefoniche, hanno confermato le ammissioni degli stessi soggetti coinvolti, circa plusvalenze fittizie, ripetute e reiterate. Questo ha permesso di poter spendere più del possibile in campagne acquisti, che hanno permesso di accaparrarsi i calciatori migliori, con conseguenti trionfi sportivi.

Ma i dubbi su tale intervento non sono venuti solo a noi, sul proprio account twitter,  il noto giornalista sportivo, Tancredi Palmeri, ha così chiosato sulla vicenda:

“Crescono i bisbiglii su una probabile revoca della penalizzazione alla Juventus. Nelle camere del potere la famiglia Elkann Agnelli si starebbe muovendo poderosamente, smuovendo la politica scesa in campo prepotentemente. Anche così si spiegano le uscite di Salvini e Abodi”

Messaggio chiaro che farà senz’altro rumore, resta quantomeno sospetto, che a prendere le difese della Juventus sia un ministro, tra l’altro di dichiarata fede rossonera.

Non è l’unico processo a cui gli Agnelli dovranno far fronte, a breve ci sarà la sentenza anche per ciò che riguarda la questione stipendi. Le accuse potrebbero essere ancora più pesanti, le carte prese in considerazione sono le stesse, utilizzate per il caso plusvalenze. I quindici punti di penalità potrebbero non bastare, si parla già di altri 15 punti. Nel frattempo vari esponenti pubblici, di fede Juventina, cercano di buttare altre società nel calderone. Vedi il caso Massimo Giletti, che ha chiesto di indagare sul Napoli. Una modalità piuttosto prevedibile, di tutti colpevoli nessun colpevole, ma sembra proprio che la linea difensiva torinese, poggi solo su questo e nulla più, quasi una confessione del reato. Del resto negli anni di calciopoli, fu la Juventus stessa, a patteggiare la Serie B. È passato molto tempo, ma il modus operandi pare lo stesso, nel frattempo il campionato prosegue, con la certezza che altre cose verranno fuori.