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Festival di Sanremo: prima serata della 74ª edizione del Festival condotto da Amadeus. Come accade ormai da anni la percezione delle personalità a volte conquista più dei suoni. Andiamo a vedere quindi nel dettaglio il mood dell’Ariston in questo 2024.

Clara – “Diamanti grezzi”

La tipica amica che ti dice che sta scendendo senza trucco e con la prima cosa trovata nell’armadio, ma sembra comunque una modella.  
Attrice di Mare fuori e vincitrice di Sanremo giovani è letteralmente -thatgirl-. Il vestito purtroppo si prende tutta la scena confondendosi con il pavimento, lei è emozionata ma regge la tensione e ha un’aurea di serietà leggera che la rende interessante.

Sangiovanni – “Finiscimi”

Torna dopo 2 anni. San Giovanni ha sempre mantenuto nel tempo un profilo basso, ha lo stile del bravo ragazzo ma ha una personalità che gli permette di fare tante cose, anche rimanendo fermo.

Fiorella Mannoia – “Mariposa”

Torna per la sesta volta. Scalza. Un abito quasi da sposa, il pubblico -ovviamente- la ama, si muove poco ma bene. Mannoia ha la potenza di una figura affermata e luminosa.

La Sad – “Autodistruttivo”

Applausi stentanti nonostante siano la novità del Festival. Rappresentano una wave di punk che si porta già da un po’ in America e che sta prendendo piede anche in Italia, il loro arrivo sul palco dell’Ariston è semplicemente l’affermazione di una nuova moda d’oltreoceano. La Sad sono anche le tipiche persone che dicono che non si guardano Sanremo ma poi lo guardano di nascosto.

Irama – “Tu no”

La tipica persona che si siede sulla sabbia senza asciugamano (nonostante l’abbia in borsa) ma poi se ne pente. Molto emozionato, tendenzialmente non si riescono a distogliere gli occhi dai suoi capelli.

Negramaro – “Ricominciamo tutto”

Gli zii che tutti i cisgender vorrebbero. Giuliano Sangiorgi estremamente felice, forse fin troppo. Stile pazzesco e riconoscibile, il suo gioielliere dovrà essere entusiasta. Si vede che è a suo agio sul palco e riesce a esternare a perfezione la sua negramarezza.

Annalisa – “Sinceramente”

Una delle favorite, ballo un po’ forzato, ma a quanto pare è incinta, quindi la perdoniamo. Come sempre televisivamente accattivante.

Mahmood – “Tuta gold”

Il Miss Keta di Sanremo, nell’anima. Si comporta da vincitore, anche se in una strofa ha usato 2 toni in meno del dovuto.

Diodato – “Ti muovi”

Il fidanzato che vorresti per tua figlia, ma con un altro outfit. Ormai veterano del festival e si vede. Non si capisce mai se è triste o felice, forse questa è la sua arma vincente.

Loredana Berté – “Pazza”

Nella testa fuochi d’artificio. Musa di Andy Warhol e dell’Italia intera.

Geolier – “I p’ me, tu p’ te”

A Napoli diremmo “NA BAMBOLA”. Finalmente l’artista più atteso del festival è salito sul palco, non deludendo le aspettative. Se Michael Jackson avesse dovuto vestirsi per cantare ad un matrimonio a La Sonrisa si sarebbe vestito esattamente così. Geolier si conferma una figura completamente fuori luogo (come da aspettativa, ma anche, oserei dire -premessa-). Testa alta, pupilla fiera, sguardo ironico, atteggiamento di sfida, postura rilassata. Un concerto privato per i partenopei, meritatissimo sia per noi che per lui. Poteva succedere ovunque -diceva il meme-, ma questa volta è successo a Sanremo.

Alessandra Amoroso – “Fino a qui”

In gara per la prima volta, anche se c’è un déjà-vu dovuto alla sua massiccia presenza in televisione negli anni. Amatissima e odiatissima che dir si voglia. Ha uno stile ben specifico che non sfora manco a pagamento, fortunatamente o sfortunatamente.