Massimo Cutitta è nato a Latina da una famiglia di origine napoletana, il 2 settembre del 1966. Ci lascia a 54 anni assieme alla madre, entrambi a causa del Covid.

Alla fine degli anni settanta si trasferisce in Sudafrica dove comincia a giocare a rugby. Ritorna in Italia nel 1985, gioca con l’Aquila Rugby. Chiamato da Bertrand Fourcade per la Nazionale, affronta gli impegni di Coppa FIRA’ 1989-90, esordisce a Napoli il 7 aprile 1990 contro la Polonia. Gioca con l’Amatori Milano, poi Milan, rimanendovi 10 stagioni e formando assieme ad altri internazionali quali: Croci, Domínguez, Vaccari e Properzi l’ossatura di una squadra che dal 1991 al 1996 vince quattro titoli nazionali e una Coppa Italia. Prende parte alla Coppa del Mondo di rugby 1991 in Inghilterra e successivamente a quella del 1995 in Sudafrica. Ha fatto parte della Nazionale che ha vinto la finale della Coppa FIRA’ 1995-96 a Grenoble contro la Francia dando all’Italia la prima vittoria in una competizione ufficiale, la conquista del titolo di campione d’Europa e soprattutto la prima vittoria sui transalpini . Nel 1998 è a Londra con gli Harlequins. Poi a Bologna nel 2000-01. La stagione successiva è al Roma Olimpic, in seguito all’Alghero e a Brescia, al Leonessa è anche allenatore in seconda. Smessa l’attività agonistica nel 2006 per raggiunti limiti d’età, nella stagione 2006-07 è impegnato in Celtic League come allenatore della mischia per l’Edimburgo. Nella stagione 2007-08 è assistente nello staff tecnico dell’Aquila. Da agosto 2009 collabora come allenatore degli avanti nello staff tecnico della Nazionale scozzese e da gennaio 2015 è consulente per gli avanti dell’ Aquila Rugby Club. Collabora con i Jersey Reds, squadra di prima divisione inglese . Varie presenze anche nei Barbarians. Consulente di mischia per Romania e Canada, nel 2020 ricopre lo stesso ruolo anche per il Portogallo.

Marzio Innocenti Presidente della FIR:” Triste serata. Non avrei mai voluto fare come Presidente Federale un comunicato per la morte di Massimo Cuttitta. Un dolore terribile, in questi ultimi giorni con le notizie che mi mandava Marcello era evidente la gravità della situazione ma non volevo rassegnarmi all’ineluttabile e la notizia mi ha colto impreparato. I ricordi che ho di Massimo li tengo per me ma con lui scompare un uomo importante nella storia del nostro rugby e un tecnico specialista degli avanti che sicuramente avrebbe inciso nel futuro del nostro rugby. Invece questo maledetto virus se lo è portato via insieme a mamma Nunzia.
Marcello e Michele oggi sono soli e l’abbraccio del rugby italiano deve scaldarli in un momento così tragico. Ciao Massimo”.

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