Scuola: come si procede se il compagno di banco è infetto? Il Comitato Tecnico Scientifico in queste ore discute dell’ipotesi di mini-quarantena di 5 giorni per gli studenti vicini di banco del compagno contagiato dal coronavirus.

Fabrizio Pregliasco

Il virologo Fabrizio Pregliasco, docente della Statale di Milano, chiede maggiore prudenza. Limitare la quarantena a scuola al solo compagno di banco del positivo, e accorciarne la durata, “significa aumentare il livello di rischio. Si può fare, è un elemento da valutare, ma non nell’immediato”, spiega all’Adnkronos Salute. Oltretutto, aggiunge Pregliasco, limitare la quarantena a scuola “ha un suo senso anche per dare valore ai vaccinati, evidenziare questo vantaggio. Ancora i vaccinati non possono usufruire di questa libertà – avverte – per colpa di una quota eccessiva di non vaccinati a livello generale. Ci siamo quasi, ma aspettiamo. Ora siamo in una fase decrescente per fortuna, ma – avverte il virologo – ci potrebbe essere un colpo di coda“.

Carlo Signorelli

Carlo Signorelli, docente di Igiene e Sanità pubblica all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, si dice favorevole alla quarantena ridotta, e osserva: “Bisogna intervenire, se no si fa la Dad anche senza farla – dice l’esperto -. Mi meraviglio che non l’abbiano pensato prima visto che all’estero – ricorda il medico – il regime delle quarantene e la definizione di contatto è molto meno rigorosa”. E spiega: “Limitare la quarantena al compagno di banco è legato proprio al contatto: se due giocano assieme, passano del tempo assieme, quelli è chiaro che sono contatti. Stare nella stessa classe non lo è in partenza, lo può diventare se c’è qualche interazione diretta ma – conclude – c’è l’appello alla cautela che dovrebbe comunque ridurre il rischio”.

Andrea Costa

“Sostenere ancora i 7 giorni è una misura troppo invasiva. Si possono ridurre, passare ad esempio a 5 giorni o ancora meno”, l’opinione del sottosegretario alla Salute Andrea Costa. “Sulla scuola – ha ricordato il sottosegretario – avevamo un obiettivo che era quello di riprendere l’anno scolastico in presenza, ma ora ne abbiamo subito un altro, ovvero quello di garantirne la prosecuzione in presenza”.

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