Scuola: prof e badge. Giusto imporre la rilevazione della presenza dei docenti? Ciò che avviene avviene per il personale Ata, è da ritenersi un ordine di servizio illegittimo per i docenti. C’è da dire che l’obbligo del badge per rilevare gli orari di entrata e di uscita dei docenti è contrario ad una circolare ministeriale della Funzione Pubblica. Che esclude il comparto scuola, limitatamente al personale docente, dai controlli di tipo automatizzato.

Il decreto ministeriale

Esiste poi anche un decreto del ministero dell’Istruzione, precisamente si tratta del decreto ministeriale n. 1707/04. Che specifica che il docente inosservante dell’obbligo di utilizzare il badge imposto con ordine di servizio dal dirigente scolastico, non può essere sanzionato. È poi interessante sottolineare che la giurisprudenza amministrativa è univoca nell’affermare l’esigenza di una fonte normativa specifica per la facoltà di sottoporre il personale dipendente al controllo delle presenze mediante orologi marcatempo o altri sistemi di registrazione.

La Corte di Cassazione

C’è anche la sentenza n. 11025/2006 della Corte di Cassazione che è entrata nel merito del controllo dell’orario di lavoro dei dipendenti pubblici. Per i dipendenti pubblici, specifica la sentenza, l’obbligo di adempiere alle formalità prescritte per il controllo dell’orario di lavoro deve discendere da un’apposita fonte normativa di tipo legislativo o di tipo contrattuale. Il controllo dell’orario di servizio dei docenti quindi non può essere imposto dal Dirigente scolastico. Perchè non esiste alcuna norma legislativa e nemmeno contrattuale che lo prevede.

iL Contratto di Istituto

La contrattazione di Istituto non ha la legittimità di introdurre l’obbligo per i docenti di essere sottoposti al controllo elettronico della loro presenza a scuola. A tal proposito, si ricorda l’art. 2077 del Codice Civile. Che testualmente riporta quanto segue: “i contratti individuali di lavoro tra gli appartenenti alle categorie alle quali si riferisce il contratto collettivo devono uniformarsi alle disposizioni di questo. Le clausole difformi dei contratti individuali preesistenti o successivi al contratto collettivo, sono sostituite di diritto da quelle del contratto collettivo. Salvo che contengano speciali condizioni più favorevoli ai prestatori di lavoro”. Quindi sembra chiaro che il contratto integrativo d’Istituto, in nessun modo potrà contenere norme più restrittive per il personale scolastico rispetto a quanto previsto dal Contratto Collettivo Nazionale scuola attualmente vigente.

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