Sindacato Infermieri Italiani: “Appena 4mila domande arrivate come risposta al bando del Commissario Arcuri”. Ecco il “segnale palese di un fallimento annunciato in partenza”. Così il presidente Nursing Up De Palma, che spiega: Concentriamoci subito sui 30mila infermieri che operano sul territorio, presso le ASL. Appelliamoci alla disponibilità dei colleghi che prestano servizio i Centri Medico Legali dell’INPS, dell’INAIL. Ai liberi professionisti ed a tutti gli altri colleghi dipendenti del SSN. Chiediamo loro di scendere in campo, ma occorre retribuirli come si deve”.

Criticità del Bando Arcuri

Secondo Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Sindacato Infermieri Nursing Up, “è necessario un dietrofront immediato. E’ indispensabile – sottolinea- rimboccarsi le maniche e tornare sulle fallaci decisioni che hanno escluso da queste dinamiche gli infermieri del SSN, da ultimo proprio nel bando di Arcuri. Che senso ha escluderli, come se tutti loro fossero già impegnati h24, se invece sappiamo che esistono colleghi che operano in servizi aperti solo al mattino o su due turni che potrebbero mettersi a disposizione per altro tempo della loro giornata? Siamo o non siamo in emergenza?”

Cosa fare

 “Occorre una presa di coscienza forte – sottolinea De Palma – da parte della politica e di chi, in questo momento esercita i poteri pubblici. A cosa serve continuare a formare dottori in infermieristica, perchè tali sono gli infermieri italiani, se poi facciamo bandi dove prevediamo di retribuirli con circa 1500 euro netti al mese? Insomma, qui occorrono, conti alla mano, almeno 27mila, uomini e donne, per sostenere le reali difficoltà di una sfida che deve, senza ma e senza se, portarci fuori dall’incubo pandemia. Perché lo abbiamo detto, e lo ripeteremo all’infinito, questi sono numeri necessari. Altro che i 12000 infermieri del piano Arcuri. Ci venga lui a fare 120 milioni di somministrazioni entro ottobre prossimo, perchè questo sarà necessario fare se si vuole mettere un punto sulla campagna vaccinale a quella scadenza, come si sente dire da più parti”.

Il piano strategico

“E’ il momento di organizzare un piano strategico, continua De Palma, presidente del Sindacato Infermieri Italiani, alternativo a effetto immediato. Servono infermieri, anche a mezzo servizio, servono come il pane, come sostegno a chi già sta sostenendo le vaccinazioni negli ospedali, a chi ma non può reggere in alcun modo il peso di un inevitabile aumento del numero di somministrazioni”.

Vaccinazione di massa la soluzione

“Qui serve una reale vaccinazione di massa – conclude De Palma – destinata a tutti, dal primo all’ultimo italiano. In tutto ciò, quelle 586000 dosi somministrate ai medici ed agli infermieri nei primi 15 giorni (dal 27 dicembre a oggi) e che ci fanno dire di essere il primo paese d’Europa, noi dovremmo invece essere in grado di somministrarle ogni giorno. Insomma, chiosa De Palma, conti alla mano sono circa 512820 le dosi giornaliere che ci occorre somministrare per terminare la campagna entro ottobre, perchè è questo il numero di inoculazioni che serve per poter garantire le 2 punture necessarie ad immunizzare ogni cittadino. E bisogna tenere aperti i servizi dal lunedì al sabato. Se questo è il nostro obiettivo finale, altro che primi in Europa!”.

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