• Tempo di Lettura:2Minuti

Nel campus dell’University of Nevada a Las Vegas si è verificata una tragica sparatoria.

La polizia ha dichiarato la morte di tre persone, incluso il presunto responsabile, ed una persona in condizioni critiche dopo la sparatoria.

L’uomo che ha sparato, la cui identità non è ancora stata resa nota, è stato ucciso dalle forze di polizia. Era un professore universitario di 67 anni.

La Beam Hall, edificio della facoltà di economia, è stata teatro dell’orrore intorno alle 11.30 ora locale.

Gli studenti sono stati immediatamente esortati ad evacuare l’area tramite un messaggio pubblicato dall’università, mentre la polizia ha confermato la sparatoria sul campus e segnalato numerosi feriti.

In seguito, le forze armate hanno dichiarato di aver individuato e neutralizzato il sospetto presumibilmente responsabile dell’attacco, confermando la sua morte.

Gli interrogativi sulla libera detenzione di armi in America

Questa tragedia ha sollevato, ancora una volta, interrogativi irrisolti sulla gestione della violenza armata in un Paese dove il 40% della popolazione possiede armi da fuoco.

Sei anni fa, sempre a Las Vegas, si è verificata una delle stragi più cruente della storia americana: Stephen Paddock, utilizzando 23 armi tra cui fucili d’assalto, ha causato la morte di 61 persone e ferito 850 sparando dalla finestra del Mandalay Hotel.

Le sparatorie nel 2023 in America

Il 2023 negli Stati Uniti conta il maggiore numero di sparatorie di massa rispetto al 2006 che fu un anno terribile per queste stragi.

Con tre recenti attacchi, due dei quali durante il fine settimana, il totale è salito a 38, superando il precedente record di 36 nel 2022.

Nonostante gli appelli di Joe Biden al Congresso per limitare la vendita delle cosiddette “armi da guerra”, come gli Ar-15, la legislazione ha incontrato ostacoli.

L’opposizione dei sostenitori del secondo emendamento della Costituzione e dei politici legati alla potente lobby della Nra, tra cui Donald Trump ed i candidati repubblicani alle elezioni del 2024, ha impedito l’approvazione di leggi più restrittive sul possesso di armi.