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Vi siete mai chiesti perché in molte occasioni non capite dove si trovino le vostre celebrità preferite?.

Spesso accade che gli influencers postino contenuti nelle loro stories di Instagram, taggando il luogo in cui si trovano in quel momento. Ma, nel momento in cui i followers si recano presso quella specifica posizione, capita spesso che il loro beniamino non sia effettivamente lì.

Questo accade a causa di una piaga della società chiamata stalking. Questo termine inglese deriva dal verbo ‘to stalk’, che significa ‘camminare furtivamente’ o ‘cacciatore in agguato’. Lo stalking fa dunque riferimento ad una serie di atteggiamenti tenuti da un individuo, detto stalker, che affliggono un’altra persona generandole stati di paura o ansia. I codesti atti persecutori finiscono nella maggior parte dei casi a compromettere lo svolgimento della normale vita quotidiana.

Le persone vittime di questo fenomeno, per paura di incontrare il proprio persecutore, modificano le proprie abitudini o smettono di recarsi nei soliti luoghi che da sempre frequentano. Cercano di non far capire al soggetto in questione dove si trovano, evitando così spiacevoli incontri, che in alcuni casi hanno tragici epiloghi. Non è una novità che il presunto stalker si renda responsabile addirittura della morte del soggetto perseguitato.

Lo stalking è un fenomeno che non riguarda solo il mondo dei ‘vip’, ma che affligge anche le persone non famose. Ma, grazie alla visibilità delle celebrità che riportano le proprie testimonianze, si sensibilizzano l’opinione pubblica e le istituzioni sul delicato tema.

A parlare nell’ultimo periodo della propria esperienza con lo stalking sono state le principesse Selassié, reduci dalla esperienza televisiva del Grande Fratello Vip. Forti del grande seguito ottenuto una volta terminato il reality, Lulù, Jessica e Clarissa Selassiè hanno condiviso con i followers ciò che hanno vissuto. Sui loro profili Instagram hanno spesso realizzato dirette congiunte con gli avvocati di LawPills, Giulia e Giorgio, che le hanno aiutate a raccontare il tragico episodio arricchendo il contenuto di dettagli legali.

Stalking: il passato di Lulù

La prima ad esporsi è stata Lulù, che già all’interno della Casa più spiata d’Italia, aveva raccontato ai coinquilini di essere stata vittima di uno stalker. La 23enne ha rivelato che quella esperienza ha reso la sua vita un vero e proprio inferno, ma che è stato un errore non denunciare immediatamente questo soggetto. Lulù spiega che aveva paura di recarsi dalle autorità perché il presunto stalker la ricattava, costringendola a fare cose che mai avrebbe voluto fare. Questa persona era infatti in possesso di alcune sue foto molto compromettenti, che la ragazza chiedeva da tempo di cancellare.

La ‘fatina’ più amata dagli utenti dei social ha poi dichiarato che questo evento l’ha influenzata nei suoi rapporti con il sesso opposto. Ha infatti ammesso di aver commesso uno sbaglio in questa vicenda, ossia non fare terapia e non farsi aiutare da uno specialista. Anche la sorella minore Clarissa ha spiegato che se Lulù avesse preso questa decisione, adesso sarebbe riuscita in parte a superare i trauma. Ha però compreso la scelta della sorella che, come abbiamo visto all’interno del GfVip, è una persona estremamente sensibile ma allo stesso tempo testarda.

La testimonianza di Jessica

Oltre Lulù, purtroppo anche Jessica ha vissuto un’esperienza di questo tipo ed anche lei ne ha parlato con la coppia di avvocati dello studio LawPills in una diretta Instagram. La vincitrice dell’ultima edizione del Grande Fratello Vip ha rivelato che, una volta conclusa l’esperienza televisiva, una persona sia arrivata ad essere letteralmente ossessionata da lei.

A Jessica viene chiesto se le fosse mai capitato di dover cambiare abitudini perché perseguitata. Allora la Selassié spiega che, una volta conclusa l’esperienza a Mediaset, c’era una pagina che non smetteva di parlare di lei, tanto che la ragazza fu costretta a prendere provvedimenti.

Ha poi aggiunto che nella maggior parte dei casi a rappresentare un pericolo possono essere proprio i fan più affiatati, che cercano qualunque strategia pur di avere un contatto con lei.“Prima ti insultano perché non possono essere te e poi cambiano e diventano carini. Spediscono regali e quando non vengono calcolati diventano aggressivi”, ha detto.

Jessica, leggendo i messaggi che le arrivano dai followers, chiede quali siano le conseguenze del reato in questione, facendo riferimento al caso di Jessica Notaro. Giulia risponde che il reato è punibile con una pena che va da 1 anno a 6 anni e sei mesi, a seconda della gravità. Anche se lo stalking si va ad unire a reati più gravi, come la diffamazione. Prima della querela, si possono richiedere alcune misure per far si che la ‘persecuzione’ finisca, chiedendo al questore l’ammonizione del soggetto.

E per finire, come ha opportunamente ricordato Giorgio, più di 2500 persone si sono collegate in diretta per sentir parlare di diritto, senza scollature o ammiccamenti.