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-di Gennaro G.

Durante l’ultimo match tra Milan e Napoli, la partita è stata offuscata da alcuni striscioni discriminatori esposti nella sud di Milano, rivolti contro i tifosi azzurri.
Questi striscioni, carichi di sarcasmo e provocazione, hanno sollevato polemiche e suscitato reazioni contrastanti. In questo articolo, cercheremo di fare chiarezza su alcuni punti, contestualizzando il fenomeno delle provocazioni nel mondo del calcio italiano.
Innanzitutto, è importante sottolineare che il calcio, pur essendo uno sport popolare e amato, spesso diventa terreno fertile per manifestazioni di rivalità e provocazioni tra tifoserie. Nel caso specifico dei messaggi esposti durante la partita Milan-Napoli, è emersa una serie di striscioni che toccano temi sensibili e stereotipi sulla città partenopea.
Alcuni dei messaggi, come “Inps che vi affrontano non c’è ne sono più” e “e ricorda il napoletano perde le dita non il vizio”, hanno suscitato indignazione per la loro natura discriminatoria. Altri striscioni, come “Milan – Napoli no alla tessera si al passaporto” e “ma pecche chiagne”, sembrano giocare sulle
differenze culturali e territoriali tra Nord e Sud Italia.

Le tifoserie spesso utilizzano l’ironia e gli stereotipi per prendere in giro la tifoseria avversaria, e questo fenomeno non è nuovo. Ieri ad esempio, vengono citati stereotipi sulla criminalità a Napoli o sulla canzone di Geolier, vincitore sconfitto a Sanremo.
È interessante notare che, nonostante il confronto apparente tra Nord e Sud, la realtà è spesso diversa. A Milano, molti tifosi tifano per il Milan nonostante siano originari del Sud.
Inoltre, è menzionata la canzone del cantante napoletano che ha ottenuto il 60% dei voti a Sanremo, ma è stato sconfitto.
Nonostante le provocazioni e le tensioni a S. Siro, l’orgoglio di essere napoletani rimane intatto. Gli striscioni e le controversie possono accendere la rivalità tra tifoserie, ma difficilmente intaccano il legame profondo con l’identità locale, in molti hanno dimostrato un incrollabile sostegno alla squadra, incitandola vigorosamente anche dopo la sconfitta.
In conclusione, le provocazioni nel mondo del calcio italiano sono una realtà persistente, spesso alimentata da stereotipi regionali e rivalità storiche. Le polemiche a Milano e a Sanremo, inoltre, evidenziano come le competizioni non siano esenti da dibattiti e controversie nascondendo quella vena razzista. La citazione “Cavour unì l’Italia, ma non gli italiani” sembra suggerire una riflessione più ampia sull’unità nazionale. Tuttavia, è importante distinguere tra l’ironia calcistica e messaggi discriminatori che possono contribuire a creare un clima negativo e dannoso. Di certo ci sarà una gara di ritorno.