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Nonostante l’atteggiamento loquace, sorridente e disinvolto durante l’attesa dell’interrogatorio, Simone Borgese, arrestato giovedì scorso con l’accusa di aver aggredito sessualmente una studentessa, ha scelto di non rilasciare dichiarazioni davanti al giudice Maddalena Cipriani.
Uscito rapidamente dall’aula, Borgese ha mantenuto lo sguardo alto mentre si allontanava dall’edificio giudiziario di piazzale Clodio, luogo ben noto a Borgese, essendo stato in passato un frequentatore abituale delle corti di giustizia, dove è stato processato e condannato in via definitiva per aver violentato una tassista nel 2015, esattamente l’8 maggio. Questa stessa data segna anche il presunto episodio di violenza sulla studentessa, avvenuto nove anni dopo. Va inoltre segnalato che Borgese è già stato condannato in primo grado a due anni e dieci mesi di reclusione per violenza sessuale, a seguito di un abuso ai danni di una ragazza di 17 anni in ascensore, episodio precedente alla violenza sulla tassista.
Prima dell’interrogatorio di garanzia, Borgese non ha mostrato alcun segno di timore o preoccupazione. Seduto accanto al suo avvocato, Giorgio Di Macco, l’imputato ha conversato a lungo con il legale e il suo staff. All’inizio, gli assistenti si sono posizionati davanti a lui, quasi a formare una barriera, per evitare che fosse disturbato o fotografato. In seguito, hanno allentato la loro cautela e si sono allontanati, lasciando Borgese visibile a chiunque. Nonostante questa esposizione, Borgese è apparso sereno, accompagnando le sue parole con ampi gesti e sorridendo spesso con il suo avvocato. Del resto conosce molto bene questo ambiente, essendosi ormai abituato, attraverso numerose udienze e condanne, a frequentarlo spesso.

L’INTERROGATORIO

Nell’ordinanza del gip che ha disposto gli arresti domiciliari si legge che “sussiste il concreto pericolo che il 39enne possa compiere delitti della stessa specie di quello per cui si procede”. Conclusione a cui si arriva “dalle modalità delle condotte, che dimostrano la volontà di sopraffazione dell’uomo cui fa da contorno la circostanza che Borgese ha precedenti specifici.”

Al momento non ci sarebbero denunce ma gli investigatori non escludono una serialità considerato il modus operandi di Borgese. La violenza sulla studentessa e quella precedente ai danni della tassista sono state compiute lo stesso giorno, l’8 maggio, e nella stessa zona della città. Per questo gli investigatori invitano chi abbia subito eventuali molestie a denunciare subito l’accaduto.