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……riprendiamo il racconto dall’arrivo di Peppino a Caivano. Probabilmente come lui stesso scrive, avvenuto intorno agli ultimi giorni del mese di agosto del 1903, essendo nato il 24 di quel mese. Vi restava circa cinque anni, un periodo sufficiente a fissare un ricordo indelebile di quei luoghi nel suo cuore “Caivano è un modesto paesotto che si estende tra il Nord di Napoli e il Sud di Caserta, il suo commercio si basa essenzialmente sui cereali, sulla frutta e sulla canapa.

Le sue case basse di grezza fattura, in pietra di tufo o anche intonacate e colorate in celeste o color fragola o in bianco calce. A Caivano mi ci portarono da Napoli, appena in fasce, sotto il segno della Vergine lasciai il grembo materno per trovarmi in quello di Consiglia del Gaudio, la mia balia appena ventenne e che da poco aveva partorito un figlio morto.

Il suo sposo era un modesto imprenditore di lavori edili, nel paese e nella provincia, una modesta coppia con tre figli, che cercava di vivere onestamente. Consiglia, era una donna sana e forte, si affezionò subito a me, come se davvero fossi stato un figlio nato dal suo ventre e sicuramente perché entrai nella sua casa proprio quando il suo figliolo, appena nato, ne usciva per sempre. A Caivano vi restai per circa 5 anni e a distanza di cinquant’anni, sento ancora sulla mia pelle, il calore di quel sole cocente”.

Buon teatro ….nel prossimo articolo….

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