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Teatro. “Una famiglia difficile”, Peppino de Filippo inizia il suo racconto mostrandoci uno spaccato di Roma e del posto dove gli sarebbe piaciuto far riposare le sue spoglie….

“Sono stato oggi, in una località nei dintorni di Roma, denominata “Passo del Cimino” e si trova a nord di Roma sulla strada che porta a Viterbo. La zona a circa 900 metri sul livello del mare, è rocciosa e boscosa e si eleva a quattrocento metri sopra il lago di Vico.

Al bivio dove la Cassia Cimina incrocia con la provinciale che porta a Caprarola, li v’è una trattoria di campagna, situata in uno spiazzo, intorno al quale fanno maestosamente sfondo i freschi monti Cimino, per un pranzo in compagnia di amici e persone a me care, per festeggiare il mio compleanno.

Sole splendido, bellissimo tempo, una magnifica giornata di metà estate, Roma è bella, amo il suo cielo, i suoi tramonti, le sue albe, le sue strade, i suoi vicoli, il colore dei suoi palazzi, le sue mura antiche, i suoi monumenti, i suoi parchi e i ruderi dei suoi templi pagani, la amo incondizionatamente.

Vi sono al Verano, pochi metri quadrati di terreno, che accoglieranno le mie ossa e son lieto di sapere che, un giorno saranno tutt’uno con la terra su cui sorge ad ogni alba, da millenni, la serena, solenne, incomparabile bellezza di Roma”.

Teatro

È qui che Peppino, dopo pranzo in un momento di siesta, come in un film scrive, “ho rivisto tutta la mia vita passata, tutti gli avvenimenti belli e brutti che sì sono succeduti, dai giorni in cui, appena in fasce, venni accompagnato a Caivano e affidato alle cure di Consiglia del Gaudio, una balia di appena vent’anni, che da pochi giorni aveva partorito un figlio morto”.

Buon teatro , nel prossimo articolo……

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