Teatro, Tram: “Storie al verde” a Casa Tolentino. Prosegue la rassegna estiva “Storie al verde” del Teatro Tram di Napoli, la piccola sala di via Port’Alba fondata cinque anni fa da Mirko Di Martino. Dopo il fortunato “debutto” con “Vino stories” nel Giardino segreto di via Foria, questa settimana l’appuntamento all’aperto con il teatro partenopeo si sposta a Casa Tolentino (Gradini S. Nicola da Tolentino, nei pressi del corso Vittorio Emanuele) (nella foto). In scena, sabato 17 e domenica 18 luglio, “Indomite (Ind’o mit’)”, regia di Angela Rosa D’Auria e con Titti Nuzzolese, Germana Di Marino, Angela Bertamino e Dolores Gianoli. I testi di Maria Laura Amendola, Rosa Pascale, Marina Salvetti e Silvana Totàro racconteranno Euridice, Medusa, Persefone e Le Parche: quattro personaggi del mito riscritti da quattro autrici napoletane, quattro donne di oggi che reinterpretano quattro donne senza tempo, alla ricerca di una nuova identità. Come per il primo appuntamento, resta la formula dei quattro monologhi interpretati in punti diversi della location e i tre differenti orari degli spettacoli (19.30 – 20.45 – 22.00).

L’esperimento “al verde” del teatro Tram si chiuderà martedì 27 e mercoledì 28 luglio nel giardino più imponente della città: l’Orto Botanico in via Foria, che farà da scenario a “Controvento”, testi e regia di Gennaro Espositocon Nello Provenzano, Angela Bertamino, Giuseppe Di Gennaro e Federica Flibotto. Storie di uomini e donne – da Giordano Bruno a Eleonora Pimentel Fonseca – che hanno sacrificato la loro vita alla ricerca di un ideale, finendo vittime del pregiudizio e dell’intolleranza.

“A luglio il teatro a Napoli è al verde – spiega il direttore artistico del Tram Mirko Di Martino -: è il colore dei bellissimi giardini della città che diventeranno palcoscenico dei nostri spettacoli, ma il verde è, ironicamente, anche il colore delle tasche dei lavoratori dello spettacolo che, dopo la pandemia, si sono ritrovati tutti più poveri. Noi del TRAM, però, non ci siamo arresi e abbiamo ideato tre spettacoli itineranti in cui gli spettatori potranno ascoltare storie intriganti, divertenti e originali. Dal vino al mito, dalla storia all’attualità, dall’ironia alla riflessione: ci saranno tante occasioni per vivere tutte le emozioni del teatro in ambienti freschi e rilassanti”.

17 / 18 luglio 2021

Casa Tolentino, Gradini S. Nicola da Tolentino 12 Napoli

INDOMITE (IND’O MIT’)

Quattro pezzi mitici

testi di Maria Laura Amendola, Rosa Pascale, Marina Salvetti, Silvana Totàro

con Titti Nuzzolese, Germana Di Marino, Angela Bertamino, Dolores Gianoli

regia di Angela Rosa D’Auria

Il mito ha un valore universale, ma in che modo ci parla, oggi? Le donne del mito sono madri, mogli e amanti; sono passionali, vendicative, innamorate; sono escluse, ignorate, offese. Riscrivere le donne del mito significa andare alla ricerca di una condizione di inferiorità che accomuna passato e presente. Il pregiudizio, la violenza, l’oppressione, l’ignoranza: l’eroe greco è il maschio che si afferma schiacciando la donna lungo il suo percorso. Ma dall’altra parte ci sono loro, le eroine, che non accettano di essere trattate come ancelle. Reclamano il loro ruolo di protagoniste, vogliono poter contare, parlare, decidere: sono “indomite”. Ed ecco allora Euridice, Medusa, Persefone, Le Parche: quattro personaggi del mito riscritti da quattro autrici napoletane, quattro donne di oggi che reinterpretano quattro donne senza tempo, alla ricerca di una nuova identità.

Primo monologo: “Cloto e le altre” di Maria Laura Amendola

Questo testo riprende il mito delle Moire, o “parche”, la personificazione del destino ineluttabile. Il loro compito era tessere il “filo”” di ogni uomo, svolgerlo e, infine, reciderlo segnandone la morte. Cloto e le sue sorelle, invece, lavorano in una fabbrica tessile nella periferia di Napoli. Una fabbrica di operaie, tutte donne, sottoposte a tutti i pregiudizi, le molestie e le disparità che spesso, quasi sempre, le donne vivono in ambito lavorativo.

Secondo monologo: “Mannaggia il diavolo” di Rosa Pascale

La storia di un rapimento. Di un amore forzato. Persefone, Proserpina, poi Filomena, Assunta, Carmela e tutte quelle donne in balia di un uomo prepotente. La lotta per sciogliere le catene.

Terzo monologo: “Medusa” di Marina Salvetti

Lo sguardo di Medusa impietrisce gli uomini, ma non è lei il mostro. In una moderna azienda in crisi economica, arriva il cacciatore di teste incaricato dalla Perseo Spa di individuare e licenziare quanti più impiegati possibile. Medusa ha la pelle nera, gli occhi penetranti e i capelli afro: sarà lei, ovviamente, la prima a subire il taglio della testa. Ma Medusa non accetterà il suo destino senza ribellarsi.

Quarto monologo: “Euridice” di Silvana Totàro

Euridice è famosa perché è famoso lui, Orfeo. Lei è una presenza silenziosa e quando Orfeo si volta indietro, ritorna negli Inferi e di lei non sappiamo più nulla. Come se il suo statuto esistenziale fosse, paradossalmente, proprio l’inesistenza. Questa Euridice invece comincia a vivere a partire dalla sua personale ascesa da un inferno dove la violenza di Orfeo l’ha ridotta per punire il desiderio di una donna. Risposta impotente che vorrebbe arrestare l’espressione della libertà femminile.