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Il Torino è uscito sconfitto da San Siro nonostante abbia giocato una buona gara con personalità, lucidità e creando in più occasioni i presupposti per portare a casa i tre punti. Una vittoria a San Siro avrebbe potuto modificare lo scenario del campionato del Torino ed accorciare la distanza con la sesta in classifica. Perdere a Milano ci può anche stare. Se però la sconfitta arriva contro una squadra in piena crisi dopo un primo tempo dominato e in pieno controllo questo fa crescere la rabbia e i rimpianti. Il campionato del Torino sta diventando una cronaca di rimpianti, di ciò che poteva essere e invece non è stato. E di rimpianti non si vive, né soprattutto si vince. Punti buttati contro squadre più scarse (Salernitana, Verona, Spezia, Empoli) e scontri contro le grandi (in crisi quando incontrate) puntualmente persi (Inter, Juventus e venerdì sera il Milan).

Nessun alibi, il Torino ha sprecato una grande occasione. La squadra granata è mancata nuovamente negli ultimi 16 metri. Sanabria si è divorato due occasioni da gol clamorose e non è la prima volta. Per non parlare di Vojvoda nel secondo tempo su un grande taglio di Miranchuk. Se hai l’obiettivo di consolidare il settimo posto e di rosicchiare punti a chi sta davanti devi portare a casa partite di questo tipo. Uno dei problemi del Torino, come più volte sottolineato, è la rosa incompleta e non abbastanza qualitativa.

Abbiamo fatto bene ma ci vuole un pò più di qualità e noi non l’abbiamo messa – ha sottolineato il tecnico granata Ivan Juric nel post partita – La partenza di Lukic non è facile da gestire. In più in questo momento Ricci è infortunato e Ilic non sta bene. Se hai buoni giocatori e li vendi, non puoi crescere. Purtroppo abbiamo sbagliato occasioni che non avremmo dovuto fallire. La prova vinta in casa contro il Milan era stata più difficile. Questa per lunghi tratti l’abbiamo dominata. Non abbiamo avuto qualità sufficiente, spesso le squadre piccole non ce l’hanno. Dentro di me adesso c’è più consapevolezza del fatto che queste gare non riusciamo a vincerle”.

La nota positiva della serata di Milano è stata sicuramente la buona prova offerta dai due giovani Adopo e Gineitis. Gvidas Gineitis alla prima da titolare, ha dimostrato senso della posizione, personalità, come dimostra il colpo di tacco in occasione del primo pallone giocato e l’aver saputo gestire bene l’ammonizione. Il centrocampista lituano, portato a Torino da Ludergnani a gennaio 2022 nell’ambito dell’operazione Seck, ha cominciato la stagione in Primavera realizzando 4 gol e fornendo 2 assist. Poi Juric lo ha testato nel ritiro in Spagna a dicembre e da lì lo ha tenuto in prima squadra. Il classe 2004, è una mezzala moderna, di piede mancino, alto 1,87, bravo negli inserimenti offensivi e dotato di corsa e buona tecnica. Nonostante i 18 anni, ha già esordito con la maglia della nazionale maggiore del suo paese lo scorso 16 novembre 2022. Adopo dopo il gol in Coppa Italia, ha disputato una buona partita. Schierato come interno di centrocampo sul centro-destra ha giocato un match senza errori mostrando sicurezza e tanta fisicità. Considerata la prestazione di livello del centrocampista francese, la dirigenza è chiamata urgentemente a rinnovare il contratto in scadenza a giugno 2023. Perdere un giocatore con queste qualità a parametro zero sarebbe imperdonabile.