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La linea del fronte ad est, nel Donbass non ha mai vacillato così tanto come ora. Dopo la presa di Avdiivka i russi spingono verso Chasiv Yar, ad ovest di Bakmut. La città è sotto bombardamento continuo da mesi. E’ ridotta in macerie, in cenere. È ormai disabitata. Forse solo pochissimi abitanti che non si spostano altrove perché non sanno dove andare, non vogliono lasciare la loro casa seppure insicura. La loro situazione è molto precaria. La speranza che qualcosa cambi è remota ma se si deve morire è meglio farlo li a casa propria dove hanno sempre vissuto. Brutto destino ma è quello che almeno possono scegliere.

Chisiv Yar è strategica è un punto cruciale per il Donetsk. Le truppe di Mosca sono avanzate fin nei pressi del canale Siverskyi Donets che attraversa la parte orientale della città. Dopo Chasiv Yar i russi potrebbero puntare verso Kramatorsk e Sloviansk, ed altre città. Due importanti centri urbani verso cui convergono importanti linee di comunicazione terrestri. 

I soldati di Kiev al fronte cercano di resistere ma senza armi e munizioni e difficile. Manca anche personale. Ed allora ecco che una ritirata tattica in attesa di rinforzi e aiuti sembra la cosa più ragionevole da fare. Aspettano i rifornimenti americani, quelli promessi ed approvati con un pacchetto di 61 miliardi di dollari. Ma anche questi sono soggetti a burocrazia e condizioni d’uso. I russi potrebbero avere deciso di spingere ulteriormente, di intensificare le operazioni, in questa fase prima che gli aiuti arrivino agli ucraini.

Il rapporto di forze tra ucraini e russi è 1 a 5, anche oltre secondo i comandanti ucraini. Mosca ha concentrato in direzione di Chasiv Yar oltre 25.000 soldati. Per quanto riguarda l’artiglieria si perla di rapporti anche di 1 a 10. Sono sempre gli ucraini a dirlo.

Le forniture all’Ucraina non arrivano così celermente come arrivano quelle alla Russia dai suoi alleati. E questo è un problema. I russi ricevono missili dalla corea, droni dall’Iran, assistenza tecnica dalla Cina. Le sanzioni dell’occidente hanno avuto poco effetto finora, Mosca si è rivolto altrove ed è riuscita ad aggirare molte imposizioni.

Oggi 7 maggio il Presidente Putin si è insediato ufficialmente dopo la vittoria delle elezioni a marzo scorso. E le sue truppe svolgono esercitazioni nucleari tattiche al confine con l’Ucraina come monito alle dichiarazioni di Macron e a quelle dell’inglese Cameron.

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