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Alcune esperienze traumatiche della mia vita da fuorisede le ho già raccontate. Ma ci sono dei momenti, dei periodi nella vita di ogni studente universitario che sono tragici.

Il periodo peggiore è la sessione d’esami.

Preparatevi al peggio.

Sessione d’esami

La sessione è un periodo buio, la lunga notte degli studenti, dove devi combattere con i non-morti e dopo 8 stagioni del trono di spade abbiamo capito come si uccidono i non morti? Si! Non puoi! Ammenoché non abbiate del vetro di drago, ma ne dubito.

Ogni facoltà ha uno steriotipo, un esame insuperabile. Molto spesso ti riempiono la testa con quelle frasi assurde tipo “una volta passata analisi 1 è tutto in discesa” NO, bugia. Dopo analisi 1 c’è analisi 2!

“Anatomia 1 è lo scoglio più grande da superare! “ come se non ci fossero altri 40 esami.

Gli esami non si stancano, non si riposano.

Gli esami ti aspettano, immobili per vederti cadere.

Come si affronta un esame?

Beh di certo non con i suoni di tik tok, ma possono comunque essere d’aiuto perché mai dire mai.

Ognuno affronta la sessione in modi diversi, ma l’unica certezza sono: pianti, stress e 45 min di sonno in una settimana.

Sarà colpa degli studenti? Probabile.

Sarà colpa dell’università ? Quasi sicuramente.

Una caratteristica comune a tutti gli studenti universitari nel periodo degli esami è il senso di colpa ed il desiderio di fare 900 pagine in un giorno.

I sensi di colpa che affliggono ogni studente la settimana prima dell’esame, sono così grandi che potrebbero superare in numero la popolazione mondiale attuale.

Alla fine, non c’è nulla da fare, puoi aver studiato tutto, aver fatto riassunti, mappe mentali, registrazioni, schemi, fleshcards e chi più ne ha più ne metta, ma nulla, nulla, potra allontanare i sensi di colpa. Allora lo studente medio si arma di redbull, monters e acutil fosforo cercando di ripetere in una notte tutto il programma fatto in 4 mesi.

Da uno studio scientifico effettuato nell’università dell’ “Isola che non c’è” si è scoperto che più studi per un’esame, più è maggiore la probabilità di superarlo se stai simpatico al professore.

Perché tanto, troppe volte non serve a nulla impegnarsi al massimo. Il voto lo decide la simpatia del professore.

Quindi non bisogna disperare, buttate via lo xanax e la camomilla con la melatonina. Non vi preoccupate della media, perché tanto il paziente in sala operatoria non vi chiederà il voto di laurea.