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Negli ultimi anni c’è stato in Italia un aumento di episodi di manipolazione della mente da parte di sedicenti santoni nei confronti di soggetti fragili.
L’ultimo atroce fatto di cronaca è quello accaduto ad Altavilla Milicia, dove un operaio di 54 anni ha ucciso la moglie e i due figli, con l’aiuto della primogenita di 17 anni e di due complici che si facevano chiamare i “fratelli di Cristo” i quali hanno manipolato l’intera famiglia arrivando a farli credere che in casa ci fosse il demonio.
La grande assente all’interno del ordinamento giuridico è una norma che punisca questi tipi di reati, dal momento che la Corte costituzionale nel 1981 ha dichiarato incostituzionale l’articolo 603 del Codice Penale che puniva proprio chi commetteva il reato di plagio mentale.
Nei primi anni 2000, durante il governo Berlusconi, i senatori del centro destra Renato Meduri di Alleanza Nazionale e Maria Elisabetta Alberti Casellati di Forza Italia, presentarono una proposta di legge “anti-setta “che, però, non vide mai la luce.
A distanza di vent’anni quella rimane, attualmente, l’ultima proposta di legge sul tema e l’interrogativo è: vedremo mai una legge che punisca chi si macchia di questi reati?

In esclusiva ai microfoni di Per Sempre News, il senatore Renato Meduri ha raccontato la storia sull’iter riguardante il disegno di legge contro la manipolazione mentale presentata in Senato durante la sua esperienza parlamentare.

“Io vent’anni fa presentai il Ddl 1777, poi accorpato al Ddl 800, che purtroppo non è andato a buon fine.
In quel periodo, ricordo, ho ricevuto a Palazzo Madama decine di persone, appartenenti a diverse associazioni, contente che avevo presentato questa legge perchè avevano avuto un loro caro plagiato da queste sette”.

Cosa la spinse a presentare questa legge?

“Nei primi anni del 2000 fui contattato da una signora di Reggio Calabria la quale aveva un figlio che aveva subito il lavaggio del cervello da parte di una setta e si era allontanato dalla famiglia, andandosene a vivere in un’altra regione.
Alla luce di questo fatto mi decisi a presentare la legge, in quanto i giudici non avevano un reato preciso per potere procedere contro le sette che commettevano plagio. Tuttavia, essendo che la Corte costituzionale aveva abolito il reato di plagio, in quanto giudicato incostituzionale, la presentammo con una nomenclatura diversa ovvero “norme per controllare la manipolazione psicologica”.

Come fu l’Iter in commissione?

“All’epoca non facevo neanche parte della commissione Giustizia ma il Presidente, l’avvocato Caruso di Milano, mio amico e collega la portò in commissione.
Dopo un po’ di tempo anche l’ex Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, che faceva parte della prima Forza Italia presentò una legge simile alla mia e le abbiamo unificate e cominciato la discussione in commissione.
Trovammo una dura opposizione del centro-sinistra, in particolar modo dell’allora capogruppo de L’ulivo Guido Calvi. Successivamente anche i democristiani si misero contro, in quanto il disegno di legge non era gradito dalle associazioni cattoliche perchè anche loro avevano avuto problemi venendo tacciati di essere sette.
Io, Elisabetta Casellati e il Presidente Caruso riuscimmo a portarla avanti e a licenziarla a maggioranza.
Ma nel settembre del 2005, tre giorni prima della discussione in aula, il Presidente del Senato dell’epoca, Marcello Pera, ritirò la legge dal calendario e la rinviò “sine die”.

Come mai questa decisione da parte del Presidente del Senato?

“Successivamente scoprimmo che l’avvocato Alfredo Biondi, che era una bravissima persona, era uno degli avvocati di Scientology e fece pressioni per non farla passare”.

Alla luce di quanto successo ad Altavilla Milicia lei pensa che questa legge possa finalmente vedere la luce?

“No, secondo me non la faranno mai”.