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Nell’ultimo match della vigilia di Pasqua il Milan ha espugnato lo stadio Artemio Franchi di Firenze sconfiggendo la squadra di Vincenzo Italiano per 1-2. Primo tempo piacevole e ricco di occasioni ma nessuna delle due squadre è riuscita a concretizzare le occasioni avute. Ripresa più spettacolare, impreziosita dalle tre marcature arrivate a pochi minuti di distanza l’una dall’altra. I primi a passare in vantaggio sono stati i rossoneri grazie al gol di Loftus-Cheek. Al 51′ la Fiorentina trova il pareggio con Duncan che ha trafitto Maignan con un ottimo diagonale. Ma pochi minuti dopo Leao ha realizzato la rete del definitivo 1-2 scartando Milenkovic e Terracciano e depositando il pallone in rete a porta vuota. I viola hanno provato a realizzare il secondo gol ma l’estremo difensore rossonero è riuscito a blindare la porta negando a Belotti e compagni la gioia del gol. Con questo successo il Milan allunga la striscia positiva inanellando il sesto risultato utile consecutivo e consolida il secondo posto il classifica.

Nel post partita di Fiorentina-Milan Stefano Pioli ha commentato la vittoria della sua squadra ai microfoni di Sky Sport, come riportato da Milan News24.

“Tornare a Firenze, nella giornata di oggi poi dopo quanto successo alla Fiorentina, è sempre un’emozione ritrovare questo ambiente che mi ha dato tanto, da allenatore e giocatore. Poi c’era la partita, l’abbiamo interpretata bene e vinto. Abbiamo giocato con fiducia, positività, controllo: dopo le soste non è mai facile ritrovare ritmo. Sono soddisfatto. È un ottimo momento ma dura da due o tre mesi. La squadra sta crescendo, migliorando il livello di prestazione e la compattezza. La classifica è quella: 14 punti sono tanti di distacco, non ci sono 14 punti di distacco ma il mese in cui l’Inter ha approfittato è stato quello della seconda sosta. Nel calcio non si inventa nulla e non si negano i tempi di inserimento ai giocatori. Abbiamo cambiato tantissimo: loro dovevano conoscere me e io dovevo conoscere loro. Quest’anno abbiamo una squadra di qualità. Le capacità di un allenatore sono sfruttare le caratteristiche dei giocatori, forse ce ne manca qualcuna ma stiamo sopperendo con la forza di volontà. Noi lo abbiamo accompagnato e lui si è lasciato accompagnare (Leao ndr). Gli manca poco per diventare quel campione che ho sempre pensato potesse diventare. Non nelle giocate e nei gol solo, ma anche negli atteggiamenti. Facciamo tanto affidamento su Leao, come il Psg su Mbappé e il City su Haaland. Ora Leao è top, è difficile per i difensori tenerlo”.

E in merito al suo futuro il tecnico del Milan ha così risposto alle domande dei giornalisti: Il Milan è il top, ti mette nella condizione migliore di lavorare, ha grandi tifosi. Sono felice, ma il club deve pensare al futuro e programmare le stagioni. Siccome vogliamo vincere in Italia e in Europa il club deve programmare. Noi dobbiamo stare concentrati, ci siamo sempre isolati a Milanello. Ma da qui a Milanello ci sono ancora partite importanti. Io non ho mai avuto un dubbio, il Milan non si lascia. Il Milan è il Milan. Poi so che siamo ambiziosi, tutti si aspettano di poter vincere. Noi lottiamo e lavoriamo per questo ma io sono felicissimo al Milan. Dipende da quello che succederà ma mi fan piacere le parole di Scaroni e il rapporto che ho con Moncada, Furlani e Ibrahimovic”.