Il Drifting: la disciplina automobilistica partita dal Giappone
Nato tra le tortuose strade di montagna del Giappone, i celebri touge, negli anni ’70 grazie all’audacia di piloti leggendari come Kunimitsu Takahashi e Keiichi Tsuchiya, il drifting si è evoluto da fenomeno underground a sport internazionale riconosciuto dalla FIA. Ma cos’è esattamente, e cosa serve per iniziare?
A differenza delle gare tradizionali dove l’obiettivo è la massima velocità e il tempo sul giro, nel drifting il traguardo è lo stile. I piloti devono forzare l’auto a perdere aderenza sull’asse posteriore, mantenendo però il controllo totalizzato del mezzo attraverso una combinazione millimetrica di acceleratore, controsterzo e trasferimenti di carico.
I giudici di una competizione di drift non guardano il cronometro, ma valutano quattro elementi fondamentali:
Velocità, angolo di sbandata,traiettoria e stile.
Non tutte le auto sono nate per intraversarsi. Per fare drifting serve una configurazione meccanica ben precisa. Ecco gli ingredienti fondamentali per creare una drift car:
- Trazione Posteriore (RWD)
È il requisito fondamentale. La potenza deve essere scaricata esclusivamente sulle ruote posteriori per spingere il retrotreno a perdere aderenza. Le auto a trazione anteriore non possono fare drift, mentre quelle a trazione integrale richiedono modifiche radicali per ripartire tutta la coppia sul retro.
- Differenziale Autobloccante (LSD) o Saldato
In un’auto comune, il differenziale permette alle ruote posteriori di girare a velocità diverse in curva. Nel drift questo è il nemico numero uno: se una ruota perde aderenza, la potenza si scarica tutta su di essa, lasciando l’altra ferma. Serve un **differenziale autobloccante (LSD)** o, per chi è agli inizi con budget ridotto, un differenziale “saldato”, che costringe le due ruote posteriori a girare sempre alla stessa velocità, facilitando la sbandata.
- Assetto e Angolo di Sterzo
Le sospensioni devono essere rigide per limitare il rollio e rendere l’auto reattiva ai trasferimenti di carico. Inoltre, le auto da drift professionistiche montano speciali “kit di sterzo” che permettono alle ruote anteriori di raggiungere angoli di sterzata estremi
A tutto ciò va aggiunta una scorta abbondante di pneumatici ed un luogo chiuso alla pubblica circolazione in cui potersi esercitare, magari bagnando l’asfalto per limitare l’usura delle gomme.
Una volta che avrete tutto ciò il divertimento sarà assicurato!

